
“Ogni consigliere di Stato dovrà risarcire il Cantone con 300 franchi, per un totale di 1'500”. È questa la proposta del Movimento del Socialismo (Mps) inoltrata oggi al Gran Consiglio, dopo la sentenza del Tribunale cantonale amministrativo dello scorso agosto sul “caso Caruso”. Il tram, ricordiamo, ha accolto il ricorso del docente della Spai di Mendrisio contro la prima sospensione decisa dal Consiglio di Stato, stabilendo che lo Stato avrebbe dovuto risarcire a Caruso 1'500 franchi a titolo di ripetibili. Soldi che, secondo l'MPS, devono sborsare i consiglieri di Stato dopo essere venuto a conoscenza delle motivazioni della sentenza lo scorso mese di dicembre.
“Un atteggiamento inaccettabile e persecutorio”
Citando alcuni passaggi della sentenza del Tram, secondo cui “il Consiglio di Stato ha violato il diritto di essere sentito del ricorrente” e che “tale disattenzione implica, di principio, l’annullamento della decisione impugnata, a prescindere delle possibilità di successo nel merito”, l’Mps afferma che “viene descritto un atteggiamento non solo inaccettabile da parte del Consiglio di Stato ma persecutorio ed un abuso di potere che non può essere tutelato”. Esso, aggiungono i deputati Pronzini e Sergi, “ha inoltre causato una spesa allo Stato di franchi 1'500 quali ripetibili. Si potrebbe, inoltre, aggiungere il tempo utilizzato dal DECS per orchestrare il caso ed il tempo utilizzato dal CdS per ratificarlo, nonché i costi per il docente che ha sostituito dal 5 giugno alla fine dell'anno scolastico il docente Roberto Caruso”.
Coinvolto il Parlamento
L'Mps tira quindi in ballo la Legge sulla responsabilità civile degli enti pubblici e degli agenti pubblici che, in questo caso, “è applicabile anche ai consiglieri di Stato per il danno cagionato al Cantone”. In base a tale legge, è il Parlamento che deve esprimersi sulla pretesa di risarcimento, che dovrà essere votata a maggioranza (con almeno 46 voti) e tramite scrutinio segreto.
Il “Caso Caruso”
Roberto Caruso, docente della Spai di Mendrisio, era stato sospeso dalla sua funzione dal Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (Decs) a giugno dello scorso anno. Una sospensione annullata dal Tram, che ha accolto il ricorso del docente, ma che non ha portato il Cantone a ritirare la procedura di licenziamento perché, stando al Cantone, il docente avrebbe avuto "comportamenti irrispettosi nei confronti della direzione e dei funzionari cantonali". Docente che, stando ai suoi allievi, avrebbe invece "sempre offerto supporto, sia didattico, sia umano". Fatto sta che Caruso non è rientrato a scuola ma, come detto lo scorso autunno ai nostri microfoni, "non intende mollare la spugna e proseguirà la propria lotta nelle sedi opportune". Il Tram dovrà così esprimersi una seconda volta sul caso.

