
Il Consiglio di Stato ha saputo del secondo procedimento penale a carico di Claudio Zali dai media, non da lui. Ed è da qui che parte la spiegazione della presidente Marina Carobbio Guscetti, intervistata da Ticinonews a margine della conferenza stampa di oggi. «Questo pone un tema di fiducia», afferma la presidente del Consiglio di Stato. «Di fronte all'apertura di un'inchiesta, al fatto che è stato sentito dalla magistratura, a nostro parere era importante saperlo prima che venire informati dai media. Non è stato il caso». Accanto alla credibilità delle istituzioni, dunque, «si pone il tema della fiducia».
La presunzione di innocenza
Nella nota inviata oggi, il consigliere di Stato ha ribadito di non voler fare un passo indietro prima del 30 settembre e ha invitato i colleghi di Governo al «rispetto reale, e non solo a parole» della presunzione di innocenza. Per Carobbio occorre distinguere due piani: «Da un lato il livello del cittadino, per il quale vale la presunzione di innocenza, e le autorità inquirenti faranno le loro indagini. Dall'altro c'è il livello politico, che è quello che ci compete: la credibilità del ruolo di un consigliere di Stato, oggi messa in discussione con un riflesso su tutto il lavoro del Governo». La decisione di togliergli il Territorio, spiega, «è la conseguenza di questa valutazione politica».
Voltare pagina
Zali resterà dunque in carica fino al 30 settembre e potrà partecipare alle sedute e accedere al suo ufficio. Voltare pagina sarà possibile? «Io penso che oggi sia necessario», risponde la presidente, che elenca i dossier in arrivo: l'aumento dei premi di cassa malati, il preventivo 2027, le risorse per la scuola. «La decisione di oggi permette al Governo di lavorare con serenità su temi importanti». Sui rapporti con il collega: «Sono corretti, lo abbiamo informato delle nostre decisioni». Ma «c'è una dimensione umana, anche per noi. Io stessa ho parlato di un momento di crisi per le istituzioni, e anche adesso il momento non è facile».

