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Sanità
Cardioband, l’EOC: «Al Cardiocentro Ticino trattati tre pazienti tra il 2016 e il 2017»
Red. Online
3 ore fa
L’Ente ospedaliero cantonale interviene dopo le notizie sull’inchiesta che coinvolge l’Ospedale universitario di Zurigo: «Nessuna complicanza registrata durante le procedure»

Presso il Cardiocentro Ticino sono stati effettuati tre impianti del dispositivo Cardioband tra il settembre 2016 e il maggio 2017. Lo precisa l'Ente ospedaliero cantonale in relazione alle recenti notizie relative alle inchieste sulla cardiochirurgia dell'Ospedale universitario di Zurigo e alle richieste di chiarimento sull'utilizzo del dispositivo Cardioband. Si tratta di una protesi di valvola cardiaca sviluppata da una società in cui l'allora direttore della clinica zurighese, il professore Francesco Maisano, aveva una partecipazione e il cui utilizzo potrebbe essere correlato con l'eccesso di morti. Secondo quanto riportato ieri dalla NZZ am Sonntag, anche altri ospedali sono finiti sotto esame per aver utilizzato lo stesso dispositivo. Il Cardiocentro figura tra gli istituti che lo hanno utilizzato.

I risultati dei trattamenti

L’EOC sottolinea che, all’epoca dei fatti, il Cardiocentro Ticino non era ancora integrato nell’Ente ospedaliero cantonale e che gli impianti sono stati eseguiti in un periodo in cui il dispositivo risultava regolarmente autorizzato e approvato (dal 2025) sia a livello europeo con marchio CE sia dalle autorità competenti svizzere (Swissmedic). Secondo quanto comunicato, in uno dei tre casi il trattamento ha portato a «un ottimo risultato», mentre un secondo paziente avrebbe successivamente necessitato di un nuovo trattamento valvolare. Nel terzo caso, caratterizzato da una situazione clinica già molto avanzata,«non si osservato un beneficio significativo».

Nessuna complicanza

L’EOC precisa che «non si sono registrate complicanze legate alla procedura» e che «gli interventi si sono svolti regolarmente sotto il profilo tecnico e sanitario». Durante gli impianti il team clinico era affiancato da specialisti tecnici della ditta produttrice e da esperti per il supporto imaging, secondo la pratica prevista per procedure innovative e altamente specialistiche. Il dispositivo non è più stato utilizzato al Cardiocentro Ticino dal maggio 2017 ed è stato successivamente ritirato dal mercato nel 2018.