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Cantine Aperte si divide in due: “C’è sempre grande affluenza”
Redazione
3 anni fa
Quest’anno la rassegna dedicata al vino ticinese si terrà in due weekend, il primo nel Sopraceneri, il secondo nel Sottoceneri. Andrea Conconi, direttore di Ticinowine: “Il programma è ricco e vuole dare uno sguardo a 360 gradi sul vino”.

I prossimi due weekend saranno all'insegna del vino ticinese. Torna infatti Cantine Aperte: dal 20 al 21 maggio la rassegna si terrà nel Sopraceneri, mentre dal 27 al 28 maggio nel Sottoceneri. Una divisione che non era mai stata attuata prima, ma è per poter meglio accogliere i visitatori, che ogni anno sono sempre di più. "Da ormai tre anni c'è una grande affluenza: 30mila visite in cantina", spiega Andrea Conconi, direttore di Ticinowine. "Abbiamo quindi deciso di raddoppiare e la gente sembra aver apprezzato la proposta. C'è chi dice che farà entrambe le tappe".

Un ricco programma

Il programma non riguarda solo le visite alle cantine, ma è molto più ricco. "C'è la possibilità di incontrarsi, conoscere come viene fatto il vino e dialogare con il produttore", prosegue Conconi. "C'è chi crea anche dei piccoli microeventi. L'obiettivo è di dare uno sguardo sul vino a 360 gradi e di far conoscere il territorio. C'è anche un lavoro di fatica dietro, in vitigni con pendenze anche molto elevate. Non dimentichiamo che abbiamo 2700 viticoltori in Ticino, dal piccolo produttore alle grandi aziende. È un prodotto legato completamente al nostro territorio".

La pioggia, un bene o un male?

Un prodotto legato strettamente al territorio, ma anche alle condizioni meteorologiche. Le piogge primaverili delle ultime settimane in questo senso sono un toccasana oppure sono un problema per la viticoltura? "Fortunatamente", spiega Conconi, "l'acqua è arrivata molto regolare e ha potuto penetrare nel terreno. È un bene per l'agricoltura. Per ora si riesce ancora a lavorare bene, ma speriamo che non piova troppo. Non è un toccasana perché si rischiano delle malattie, in quel caso bisogna poi intervenire con dei prodotti fitofarmaci. Speriamo nel bel tempo, soprattutto durante la fioritura".

Il consumo di vino

Un altro tasto dolente riguarda l'inflazione, che ha interessato molti prodotti che consumiamo regolarmente. In questo contesto, ci dice Conconi, si è osservata una diminuzione del consumo del vino rispetto agli anni 2021 e 2020. Ma è soprattutto legato alla pandemia, un periodo in cui c'era meno turismo della spesa all'estero. "Riaprendo le frontiere abbiamo notato una diminuzione, che è comunque inferiore rispetto ai dati del 2019”, spiega Conconi. “Il Ticino tiene bene, soprattutto il bianco di Merlot, che ha cifre sempre in crescita. Anche il rosso perde quell'1%, ma con delle vendemmie regolari abbiamo gli stock sotto controllo".

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