
"L’unico direttore musicale e artistico di fama mondiale ticinese, titolare degli altri due complessi professionali attivi nel Paese, che ha diretto l’OSI durante 30 anni, non meritava di essere almeno ascoltato dalla commissione? Il bando di concorso era chiarissimo e indicava un sovrintendente con esperienze e relazioni di alto livello internazionale. Se si ricevono 70 candidature il minimo è fare una selezione e poi ascoltare una quindicina di candidati. Impensabile che un profilo come il mio e di altre persone di esperienza e gran peso non generi un incontro". È il tenore di un post pubblicato negli scorsi giorni su Facebook dal direttore d'orchestra Diego Fasolis che, a suo dire, non è stato convocato, assieme ad altri, durante il processo di selezione per la nuova direzione dell'Orchestra della Svizzera italiana (OSI). Direzione che, è stato recentemente annunciato, ora è composta da Barbara Widmer, direttrice artistica, e Samuel Flury, direttore amministrativo. Fasolis ha denunciato la mancanza di trasparenza anche su altri media e lamentato il fatto che "dividere il compito in due persone richiede formalmente la chiusura del concorso e la riapertura di due concorsi per le due nuove posizioni". Il Consiglio di Fondazione della Fondazione per l'Orchestra della Svizzera italiana (FOSI) tuttavia non ci sta. Con lo scopo di non lasciare in sospeso affermazioni "inopportune e non corrispondenti ai fatti", ha replicato in una nota firmata dal presidente Mario Postizzi.
Un lungo e intenso lavoro
Il Consiglio di Fondazione (nel quale siedono tra l’altro gli enti pubblici finanziatori dell’Orchestra, l’Associazione degli Amici dell’OSI, altri finanziatori privati, nonché la rappresentante dei musicisti) ha incaricato il Comitato direttivo FOSI di disciplinare la procedura di concorso per la nomina della nuova Direzione artistica e amministrativa. "La selezione dei candidati è stata oggetto di un intenso quanto preciso lavoro", precisa la FOSI. "Beninteso, il processo è stato sostenuto da numerose referenze ed approfondimenti. Nel corso della selezione sono stati naturalmente invitati per dei colloqui personali i candidati selezionati. Tutti i candidati personalmente incontrati, tra cui alcuni con passaporto internazionale, una volta informati della decisione finale hanno spontaneamente ringraziato e fatto risaltare un’ottima interazione nei vari scambi con il Comitato direttivo FOSI".
Proposta di nomina accettata senza opposizioni
Il Comitato Direttivo FOSI ha presentato la proposta di nomina della Direzione artistica e amministrativa al Consiglio di Fondazione. "Quest’ultimo ha condiviso la proposta senza alcuna opposizione, con decisione di nomina", precisa il FOSI. "In fase immediatamente successiva i Musicisti (inclusa la Commissione del personale e artistica) e il Direttore principale dell’OSI sono stati correttamente informati in merito a tutto il processo di selezione, in parallelo all’uscita del comunicato stampa relativo alla nomina, nel rispetto del dovere di riservatezza delle persone che si sono candidate".
"Non è stato un concorso farlocco"
Il FOSI precisa che non corrisponde al vero che si sia trattato di un concorso "farlocco" come sostiene Fasolis. "I nuovi direttori infine nominati si sono infatti candidati regolarmente al concorso, senza sollecitazione alcuna, verso fine febbraio".
La candidatura di Fasolis benvenuta, ma non appoggiata al 90% dai musicisti
Il FOSI entra poi nel merito della candidatura di Fasolis. Stando al maestro la sua candidatura era stata appoggiata dal 90% dei musicisti. Ma ciò viene smentito dal FOSI: "Corrisponde a verità che la candidatura del Maestro Fasolis sarebbe stata la benvenuta dal punto di vista dell’Orchestra, così come quella di qualsivoglia altro candidata o candidato. Non corrisponde invece assolutamente al vero che il 90% dei musicisti dell’OSI abbia sollecitato Diego Fasolis a candidarsi quale Direttore della FOSI". La FOSI conclude sottolineando che continuerà a perseguire gli obiettivi condivisi dal Consiglio di Fondazione, "così da garantire l'importante valore culturale dell'OSI".

