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Elezioni
Candidati minorenni e stranieri, la provocazione dei Giovani Verdi per le federali
©ALESSANDRO CRINARI
©ALESSANDRO CRINARI
Daniele Coroneo
3 anni fa
"Vogliamo ricordare come in Svizzera circa un terzo della popolazione non disponga di diritti politici", ci spiega Noemi Buzzi, co-coordinatrice dei Giovani Verdi ticinesi.

In molti cantoni oggi scade il termine per il deposito delle candidature per le elezioni federali. Fra questi c'è pure il Ticino. Come vi abbiamo riferito negli scorsi giorni, anche i Verdi saranno della partita: per il Consiglio nazionale, gli ecologisti presenteranno una lista principale affiancata da quattro liste accompagnatorie, tra le quali una composta esclusivamente da esponenti dei Giovani Verdi.

Dai 14 anni

In occasione di questa giornata, il movimento giovanile dei Verdi svizzeri ha però deciso di indire un'iniziativa di dissenso: accanto alle candidature ufficiali, delle sezioni cantonali ne presenteranno alcune volutamente non valide di minorenni e stranieri. "Ma certo, si tratta di una provocazione", conferma da noi raggiunta Noemi Buzzi, co-coordinatrice dei Giovani Verdi ticinesi. "Vogliamo ricordare come in Svizzera circa un terzo della popolazione non disponga di diritti politici, perché senza passaporto o minore di 18 anni. Noi chiediamo che a tutti i residenti in Svizzera sia data la possibilità di essere votati ed essere eletti a partire dai 14 anni".

Simboliche

Le candidature "non valide" in Ticino saranno due: un minorenne e un residente senza cittadinanza. "Almeno in Ticino - tiene a precisare Buzzi - queste candidature saranno solo simboliche. Le due persone si sono messe a disposizione per questa azione, ma non verranno presentate ufficialmente in Cancelleria a Bellinzona".

Deficit di rappresentatività

Secondo la co-coordinatrice dei Giovani Verdi, allargare il diritto di voto e di eleggibilità permetterebbe di colmare un manco di rappresentatività della popolazione. "Si parla sempre di quante persone non vadano a votare, ma se consideriamo tutti i residenti in Svizzera, ci rendiamo conto che chi si reca alle urne è ancora più una minoranza". Anche perché - aggiunge Noemi Buzzi - l'interesse per la politica non mancherebbe presso giovani e stranieri. "Quando raccolgo firme mi capita spesso di interagire con persone interessate ai temi che trattiamo, ma che al momento di firmare devono tirarsi indietro perché non svizzeri o minorenni. Io vedo tutta la loro delusione per non potere partecipare ai nostri processi democratici. Non sentire la loro opinione è un peccato".

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