
«Una giornata importante per il nostro Comune, ma soprattutto per l'intera regione delle Tre Valli». È con queste parole che il sindaco di Biasca oggi ha salutato l’inaugurazione dell’atteso nuovo nodo di interscambio del paese. Un progetto costato 5,5 milioni e che ha rivoluzionato l’urbanistica dei circa 400 metri antistanti la stazione. Due rotonde, un nuovo bike&rail ma, soprattutto, la riorganizzazione delle fermate del bus con la relativa pensilina che – unite al rifacimento degli spazi comuni, fra cui questa piazzetta – permettono un netto miglioramento dell’accessibilità alla stazione.
Galbusera: «Un luogo anche di incontro»
Per la direttrice di FFS Regione Sud Roberta Cattaneo, il tabellone con le partenze di bus e treni «rappresenta molto bene il senso di un nodo di interscambio». A mancare, sottolinea, è tutto quanto riguarda la mobilità lenta, così come quella con le auto. «Ma già questo è un buon segnale. Trovo che per Biasca sia un passo avanti per avere una stazione funzionale e sicura».
Per il sindaco di Biasca Loris Galbusera, si tratta non solo di un luogo di scambio, ma anche luogo d'incontro «proprio perché è stato rifatto l’intero l'arredo urbano del comparto; quindi, sono stati creati anche degli spazi d’incontro per gli utenti e per il cittadino. Sarà sicuramente uno spazio in cui si potrà vivere e condividere».
Ferrari: «La rete ferroviaria delle Tre Valli va rafforzata»
Una giornata di festa che ha visto la partecipazione di numerose autorità, a più livelli. Ma accanto ai festeggiamenti non è mancato un richiamo, dai toni piuttosto decisi, sul futuro dei collegamenti ferroviari delle Tre Valli. «Bene questo investimento» ha ammonito il presidente della Commissione Regionale dei trasporti Massimo Ferrari «ma la rete ferroviaria delle Tre Valli va rafforzata, pena lo spopolamento».
«Adesso siamo in un momento particolare storico, dove c'è la consultazione Trasporti '45 dalla Confederazione, con il piano di investimenti di 27,5 miliardi», ci dice Massimo Ferrari, presidente della Commissione regionale dei trasporti. «La dinamica di sviluppo è concentrata soltanto in alcuni centri che continuano a richiedere sempre più strutture per svilupparsi e il Ticino è fermo al palo».
Quattro le rivendicazioni della Commissione
Ferrari ha quindi citato l’esempio del Lötschberg, per il quale si stanno spendendo 1,5 miliardi, «anche se non si sa per cosa. L’asse principale è infatti il Gottado, e in questo senso non si sa nemmeno se sia stato pianificato o meno il completamento di Alptransit. E questa è la nostra prima rivendicazione, mentre la seconda riguarda le fermate dei treni a lunga percorrenza. La terza, è invece la metropolitana Ticino con la stazione di Osogna-Cresciano e, infine, la quarta è il miglioramento del nodo Bellinzona-Castione, perché fa perdere circa 20 minuti all’utente delle Tre Valli, che già perde un sacco di tempo sui trasporti pubblici».
Cattaneo: «Il nostro orario serve bene tutto il Cantone»
Il presidente della Commissione è un fiume in piena. E alle accuse di discriminazione della propria regione e della scarsità di investimenti, la direttrice di FFS ha voluto rispondere così: «Io prendo atto delle rivendicazioni del presidente della Commissione regionale dei trasporti. Abbiamo fatto tanto e il nostro orario serve molto bene tutto il Cantone, anche la regione delle Tre Valli». Ma la regione non risulta un po’ scollegata? Si potrebbe fare di più? «Non è scollegata. Ovviamente bisogna spostarsi, ma perdere dieci minuti su un viaggio in cui si guadagnano ora credo sia accettabile».

