
Se la guerra al momento resta all’interno dei confini ucraini, non si può dire lo stesso delle conseguenze, che iniziano a farsi sentire in tutta Europa, anche in Svizzera. La preoccupazione generale è da ricondurre all’impennata dei prezzi del carburante a cui stiamo assistendo in questi giorni. Ma come viene stabilito il prezzo della benzina? E quali altri fattori, oltre all’attuale situazione geopolitica, concorrono a determinarlo? I colleghi di Teleticino sono andati a fondo della questione. Principalmente ci sono tre fattori che determinano il prezzo: i costi per la materia prima e l’approvvigionamento; le tasse fisse e variabili; e i costi di distribuzione.
Benzina alle stelle, la metà va in tasse
Il prezzo di acquisto del carburante è determinato principalmente dal prezzo del petrolio, fortemente influenzato dalla situazione geopolitica ed economica. C’è poi da considerare il tasso di cambio tra il franco svizzero e il dollaro americano nonché i costi per il trasporto merci sul Reno. Questi ultimi variano in base al livello dell’acqua del fiume: in caso di basso livello, le petroliere non possono navigare con il serbatoio pieno. Ed è proprio quello che sta succedendo nelle ultime settimane a causa della persistente siccità. I prezzi, quindi, aumentano.

Per quanto riguarda il capitolo tasse, tra quelle fisse la principale è l’imposta sugli oli minerali. Per la benzina senza piombo si parla di 76,82 centesimi al litro. C’è poi la tassa sul CO2, che da gennaio pesa 27,84 centesimi al litro. Quando si parla di tasse variabili, ci si riferisce invece all’IVA, che calcolata al 7,7% sul litro di benzina, si traduce in circa 17 centesimi al litro. Complessivamente le tasse fisse e variabili costituiscono 1,20 franchi per litro di benzina. Da qui la richiesta di Piero Marchesi e Lorenzo Quadri al Consiglio federale di sospendere momentaneamente le tasse sui carburanti.

Infine, se si osservano i costi di distribuzione, questi contemplano i costi di gestione della stazione di servizio, come ad esempio lo stoccaggio del carburante, per il trasporto o per il marketing. Il guadagno della stazione si aggira mediamente tra i 15 e i 20 centesimi al litro.
Come risparmiare con l’impennata di prezzi
La benzina costituisce ormai un bene di necessità per spostarsi. Ma come far quadrare il bilancio nonostante questo importante aumento di prezzo? Secondo Laura Regazzoni Meli, segretaria di Acsi, “se non modifichiamo il nostro comportamento d’acquisto ci saranno delle maggiori uscite che peseranno sul bilancio famigliare”, ha sottolineato nel suo intervento nel Tg di Ticinonews. “Dobbiamo veramente cercare di analizzare le nostre spese e vedere se non possiamo risparmiare da qualche parte”. Il risparmio, continua Regazzoni Meli, sarebbe da fare non su spese come l’affitto, ma “bisogna andare a toccare quelle spese quotidiane che possiamo modificare”.
“Interrogarsi sugli spostamenti”
Parlando invece proprio di spostamenti, quello che Regazzoni Meli consiglia è di “cominciare a chiederci se tutti i nostri spostamenti in macchina sono davvero necessari” aggiungendo di valutare anche gli spostamenti con qualcun altro “vediamo sempre auto con una sola persona a bordo, magari finalmente è giunta l’ora di chiedere ai nostri colleghi di lavoro che fanno il nostro stesso tragitto di condividere il veicolo”.
Settore alimentazione
Con l’aumento del prezzo della benzina anche il settore alimentare è colpito e su questo Regazzoni Meli fa riflettere sul fatto che “si stima che una famiglia butta nella spazzatura l’equivalente di 2’000 franchi di cibo ogni anno”. A questo si potrebbe aggiungere un minor consumo di carne e cercare, dove possibile, di bere acqua del rubinetto anziché in bottiglia.
Altri consigli
“Cogliere l’occasione per valutare tutte le nostre spese: abbiamo davvero bisogno dell’ultimo paio di sneakers o dell’ultimo modello di telefonino?”. Questi suggerimenti non fanno bene “solo al borsellino, ma anche all’ambiente, dunque in questa situazione di crisi dovuta all’inflazione e alla guerra potrebbe essere l’occasione per farci rianalizzare le nostre uscite e avere consumi più sobri e compatibili con l’ambiente”.
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