
Ieri il Gran Consiglio si è lasciato con parole al vetriolo, un tavolino rovesciato e un enorme arrabbiatura per Claudio Zali. Un pomeriggio esplosivo, iniziato quando il Consiglio di Stato ha fatto sapere di voler rispondere ad un’interpellanza di Fiorenzo Dadò vecchia di un paio di anni. Tema: il famoso incidente di Norman Gobbi. Dadò allora ha preso la parola e lanciato una durissima invettiva contro Gobbi. Ha poi ritirato l’interpellanza, impedendo di fatto al responsabile politico della polizia di rispondergli. Una seduta che ha dato parecchio da fare al presidente del Gran Consiglio Fabio Schnellmann che commenta: «È stato un momento triste per la politica del nostro cantone, spero che simili episodi non abbiano a ripetersi. Lo sviluppo dell'interpellanza poteva essere più moderato, ma mi ha dato fastidio anche l'atteggiamento del consigliere di Stato». Alla fine il Consiglio di Stato risponderà comunque alle famose domande contenute nell’interpellanza di Dadò: la Lega le ha riproposte e Zali potrà mettere i puntini sulle «i». Tutto è bene ciò che finisce bene? Mica tanto. 24 ore dopo quella che è scesa sul Parlamento, più che una pace sembra una tregua armata.

