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Gran Consiglio
Incidente di Gobbi, le bordate di Dadò in aula: «Arrecato un grave danno all’immagine delle istituzioni»
Red. Online
5 ore fa
Il presidente del Centro ha deciso di ritirare l'interpellanza con cui chiedeva lumi sulla vicenda, ma non ha utilizzato toni leggeri - «A distanza di 26 mesi, i dubbi rimangono tali e quali».

L’incidente che ha visto coinvolto il consigliere di Stato Norman Gobbi la notte del 23 novembre 2023, lungo la A2 in zona Stalvedro, è tornato al centro del dibattito oggi in Gran Consiglio. Il deputato centrista Fiorenzo Dadò, autore dell’interpellanza «misterioso incidente, è abuso di potere?» con cui si chiedeva di spiegare i contorni del sinistro, ha preso la parola, utilizzando toni decisamente accesi. «Sono passati quasi due anni dall’inoltro dell’interpellanza. In questo periodo sono scorsi fiumi di parole, dibattiti, supposizioni, un processo e una sentenza che non ha convinto nessuno». L’atto parlamentare a cui il Governo «intende finalmente rispondere, ha come oggetto un incidente il cui protagonista potrebbe avere guidato l’auto in uno stato psicofisico non conforme alle norme previste dalla Legge della circolazione stradale». Oggi, a distanza di 26 mesi, «il dubbio rimane tale e quale, poiché questo accertamento non è stato fatto, esclusivamente per delle negligenze che hanno portato, di fatto, il consigliere di Stato ad essere favorito, così come è stato appurato dall’inchiesta e dal processo penale».

«Grave danno all’immagine delle istituzioni»

La sentenza (che ha visto prosciolti i due agenti dal reato di favoreggiamento, ndr) è cresciuta in giudicato. Il caso «è da ritenersi dunque chiuso. Adesso c’è ancora da attendersi un avanzamento di carriera per i protagonisti, così da completare l’opera di credibilità della polizia», ha aggiunto Dadò. «A non essere archiviato è il grave danno fatto all’immagine delle istituzioni. Danno che poteva essere facilmente evitato se ci fosse stata quella trasparenza che viene spesso a mancare proprio quando andrebbe ancor più ossequiata».

«Il 'metodo Gobbi' è noto»

Dadò ha poi proseguito con le sue stoccate: «Sembra non sia stato imparato niente dai vari scandali. Del resto, quello conosciuto come il 'metodo Gobbi' è lì da vedere, così come i risultati che ha prodotto». Quando nel Dipartimento delle istituzioni «si scoprì il traffico di permessi, in un dibattito televisivo paragonai Gobbi – per simile atteggiamento – a capitan Schettino, date le sue dichiarazioni da scaricabarile sul suo predecessore». A fine trasmissione «ricevetti un messaggio da Gobbi: una foto ritraente un funzionario alle dipendenze del DI che ricopriva anche il ruolo di presidente distrettuale in Riviera del partito che presiedo. Lascio trarre a voi le similitudini del messaggio». Il granconsigliere ha poi mostrato un messaggio inoltratogli da un funzionario di polizia che definiva «Asilo Mariuccia» l’interpellanza oggetto della discussione odierna.

Ritirato l’atto parlamentare

Il presidente del Centro ha poi aggiunto di aver inoltrato l’interpellanza in questione «solo dopo aver ricevuto informazioni riservate che attestavano in modo evidente che qualcosa non era funzionato. Oggi queste persone possono stare tranquille: il loro nome non lo saprà mai nessuno. In conclusione, non sappiamo cosa ci racconterà il Governo, ma dopo l’esperienza avuta in aula con la questione degli etilometri, vorrei evitare che il danno che questa vicenda ha fatto alle istituzioni si prolunghi ulteriormente. Per questo motivo, ritiro l’interpellanza e buonanotte al secchio».

Discussione chiusa

Vista l’assenza in aula di Gobbi, il consigliere di Stato Claudio Zali, responsabile politico della polizia, ha voluto ugualmente prendere la parola per rispondere. «Data la dura requisitoria nei confronti di un consigliere non presente, credo non vi sia nulla di male a rispondere alle domande contenute in questa interpellanza. Sono state mosse accuse di comportamenti di favore, quando c’è stato un processo pubblico per favoreggiamento, conclusosi con il proscioglimento delle persone inchiestate». Il presidente del Legislativo Fabio Schnellmann, dopo essersi consultato con i servizi del Parlamento, ha però replicato che «dato che l’interpellanza è stata ritirata, il tema termina qua».

La replica di Gobbi

Assente in aula, Gobbi ha mandato una breve presa di posizione a Ticinonews: «L’intervento del deputato Dadò si commenta da sé», ha scritto il consigliere di Stato. «Spiace che l'Esecutivo non abbia potuto rispondere alle domande poste nell’atto parlamentare». C'è stato poi un ultimo colpo di scena: la Lega dei Ticinesi ha depositato un'interrogazione che ricalca l'interpellanza di Dadò per dare modo al Governo di rispondere a quegli interrogativi a cui non ha potuto rispondere oggi. 

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