
All'indomani della fine dell'occupazione delle ex scuole elementari di Viganello, sullo stabile di via Bottogno non rimane che qualche segno del passaggio degli autogestiti. A restare sono però le discussioni sul loro futuro e sulla sede che potrebbe ospitarli. Qui a giocare un ruolo importante è stato proprio lo sgombero spontaneo, che rappresentava una condizione necessaria per mantenere aperto il dialogo tra autorità e autogestione. "L'uscita spontanea di ieri conferma il fatto che le due parti stanno discutendo", ha spiegato a Ticinonews Karin Valenzano Rossi, capodicastero sicurezza e spazi urbani della Città di Lugano. "Speriamo che si possa continuare a parlare in modo da cercare delle possibili soluzioni che lascino tutti più tranquilli", ha continuato la municipale.
"Non c'è spazio per l'illegalità"
Su quanto successo da venerdì notte a ieri la consigliera comunale UDC Raide Basse ha deciso di interpellare il Municipio, soprattutto per quanto riguarda "l'agire illegale rimasto impunito" degli autogestiti. "A Lugano c'è spazio per tutti, bisogna solo chiedere le cose nella maniera corretta", ha detto la democentrista. "Da parte mia non c'è spazio per l'illegalità e per l'abuso illegale di un sedime. Se vogliono chiedere qualcosa hanno il diritto di farlo, ma tramite le vie ufficiali. Ci sono cittadini che per fare delle manifestazioni richiedono le varie autorizzazioni, pagano il gas, la luce e l'acqua. Non vedo perché i molinari non lo debbano fare", ha aggiunto.
"Il Cantone ha degli edifici adatti"
Negli ultimi giorni, per quanto riguarda le possibili ubicazioni del centro sociale autogestito, sono tornate d'attualità alcune proposte già accantonate in passato, come lo stabile HG Commerciale di Pregassona e alcuni edifici posti sul Piano della Stampa. "Il Cantone ha diversi immobili, alcuni sfitti e altri vuoti, che potrebbero essere adatti a questo scopo", ha affermato il granconsigliere PLR Fabio Schnellmann. Deputato che nel 2012 presentò una mozione interpartitica "per un centro sociale cantonale", poi ritirata nel 2020 "perché il Governo aveva detto di aver risolto il problema, ma il capitolo è tuttora irrisolto", ha puntualizzato.

