
Attacchi "ingiustificati" e che "inquietano". A seguito del polverone creatosi dopo la lettera scritta dai docenti della Scuola Media di Viganello (seguita poi da altri istituti) a sostegno del popolo palestinese, ErreDiPi ha oggi espresso preoccupazione e determinazione per difendere la libertà d’insegnamento. "Si sta toccando la libertà e la dignità dei lavoratori" ha dichiarato il portavoce Enrico Quaresmini a Ticinonews, parlando di attacchi strumentali. "Vediamo una strategia, quella di buttare fango sul dipendente pubblico in vista della campagna Udc di dimagrimento dell’amministrazione pubblica". Questo è uno dei due temi per cui ErreDiPi ha deciso di lanciare un incontro pubblico lunedì 20 ottobre a Bellinzona, una discussione comune che verterà anche sul tema del carovita.
Mobilitazione in vista?
Per quanto concerne il rincaro, anche quest’anno, denuncia ErreDipi, non è previsto alcun aumento dei salari. "Non è previsto nulla per far sì che gli stipendi dei lavoratori pubblici reggano il passo con un‘inflazione che è cresciuta del 6% negli ultimi anni. Da una trentina di scuole e anche da degli uffici ci arriva la richiesta di portare avanti questa battaglia". Per l'associazione, il problema della perdita del potere d’acquisto è "centrale soprattutto in Ticino, Cantone con i salari più bassi e quello che riconosce di meno, lasciando che gli stipendi si abbassano". In base alle discussioni che emergeranno lunedì e alla volontà dei dipendenti pubblici, tra polizia, docenti, infermieri e funzionari, si valuterà se indire una giornata di mobilitazione che potrebbe avvenire il 26 novembre.
Dentro alla lettera: "Un dialogo ci sembra doveroso"
Intanto, tornando alla lettera della Scuola di Viganello, oggi in conferenza stampa ne ha parlato anche il bibliotecario e maestro Andrea Panizza. "La lettera nasce dall'esigenza di rispondere ai ragazzi. Anche per coerenza con il messaggio che vogliamo far passare agli allievi, di riflettere con la propria testa, ci sembrava doveroso fare questo appello che tra l'altro richiamava un appello fatto dal Consiglio di Stato. Noi vogliamo far riflettere, poi ogni ragazzo si può fare la propria idea e opinione, ma un dialogo ci sembra doveroso".

