
“L’azione sindacale di Unia non ha mai raggiunto il livello paragonabile alla violenza o alla minaccia”. Lo ha dichiarato il giudice Flavio Biaggi assolvendo tutti e tre i sindacalisti a processo: Giangiorgio Gargantini, Vincenzo Cicero e Matteo Poretti. “Oggi non siamo qui per parlare di diritti e libertà, bensì di un reato penale: la coazione, a cui si riferiscono una miriade di azioni”, ha esordito Biaggi leggendo la sentenza, specificando: “Il reato presuppone violenza o minaccia o intralcio alla libertà d’agire. I primi due casi vanno esclusi subito, non sono nemmeno citati nei decreti”.
"Nessun impedimento"
Per quanto riguarda invece l’intralcio alla libertà, ha continuato il giudice, "va ammesso solo se di intensità tale alla violenza o alla minaccia di grave danno. Secondo il pp bloccare l’entrata del magazzino comunale presuppone il reato. In realtà, chi voleva passare poteva farlo, non ci sono stati impedimenti. Non ci sono elementi a prova che chi quel giorno volesse lavorare non abbia potuto farlo. Invitare le persone ad astenersi dal lavoro non è illecito, questo è sancito anche dalla giurisprudenza”. La vicenda, lo ricordiamo, fa riferimento alla protesta contro il Municipio di Paradiso del 25 ottobre 2021.
L'invito ad essere "meno battaglieri"
Sull’interruzione dei pubblici servizi, ha ricordato, “stiamo comunque parlando della squadra esterna. Non ci sono stati danni al Comune”. Pertanto, ha concluso, l’intervento sindacale non ha mai raggiunto il livello paragonabile alla violenza o alla minaccia. Biaggi ha poi invitato i sindacalisti a usare, se del caso, in futuro dei mezzi meno battaglieri, riferendosi alle auto posteggiate davanti al magazzino. “Magari dei fiori”.

