
"Negli ultimi mesi abbiamo registrato un maggior numero di animali abbandonati rispetto al 2022". A spiegarlo a Ticinonews è Emanuele Besomi, presidente della Società Protezione Animali di Bellinzona (Spab). "È un fattore un po' strano, pensiamo si tratti di una conseguenza della pandemia", ha continuato. "Non è tanto la questione economica, le persone si rendono conto di non avere la possibilità di accudire l'animale in modo consono". Per l'esperto bisogna però guardare il lato positivo: "È una brutta notizia, ma almeno i padroni consegnano i propri animali ai rifugi. Una volta venivano abbandonati sulle strade".
"Oggi si tende a umanizzare l'animale"
Avere animali è sempre più un lusso. Il riferimento dell'articolo riguardava il costo per mantenerli. "Sicuramente sono una voce a budget non trascurabile. Il marketing ha fatto un gran lavoro per questo settore e a volte il comportamento di certi proprietari è anche preoccupante e pericoloso. Se guardiamo alla veterinaria, invece, il settore ha raggiunto un livello molto alto e di conseguenza i costi sono cresciuti". Ma parlando di costi, Besomi vuole sottolineare l'aspetto da lui definito "maltrattamento del 2000". Nel 1970 "si parlava di maltrattamento quando un cane era attaccato a una catena lunga un metro, con un osso da sgranocchiare e una cuccia sgangherata. Oggi c'è invece troppa umanizzazione. Spesso le persone di dimenticano le caratteristiche del proprio amico a quattro zampe, obbligandolo a vivere una vita che non è la sua e spendendo molti soldi per appagare il proprio bisogno di farlo sembrare qualche cosa d'altro", ha concluso Besomi.

