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Inflazione
Cani e gatti, averli è sempre più un lusso
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Redazione
3 anni fa
Con l’aumento dei prezzi sono cresciuti anche i costi per il mantenimento degli animali domestici. Comparis: “Oltre ai prezzi del cibo sono aumentati anche quelli delle visite veterinarie”.

L’aumento dei prezzi tocca tutti i settori. Anche quello degli animali domestici. Negli ultimi 12 mesi “il costo degli articoli per animali da compagnia e delle prestazioni veterinarie è aumentato, rispettivamente, del 6 e del 3.6%”. Il dato emerge dall’ultimo indice dei prezzi al consumo di Comparis. “L’incremento è dovuto ai maggiori costi di produzione legati all’aumento dei prezzi delle materia prime, dell’energia e dei costi di trasporto”, spiega Dirk Renkert, esperto di Comparis in Finanze. “Nonostante i prezzi più elevati, la domanda di cibo per animali è rimasta invariata e i fornitori non hanno esitato a far lievitare i prezzi”.

Prezzi aumentati dell’1.5%

In Svizzera in giugno “i prezzi dei beni di uso quotidiano sono cresciuti dell’1.5% rispetto a un anno fa. Mentre l’indice nazionale dei prezzi al conusmo (Ipc) calcolato dall’Ufficio federale di statistica è aumentato dell’1.7”, viene spiegato. Confrontando i dati con il mese di maggio, “i prezzi nel paniere svizzero di Comparis sono invece aumentati dello 0.3% (Ipc +0.1%). Un valore leggermente inferiore a quello registrato da aprile a maggio 2023,  quando i prezzi per i beni di uso quotidiano erano cresciuti dello 0,4% (Ipc +0,3%).

Cosa costa di più

“Nell’ultimo mese”, viene spiegato, “sono cresciuti soprattutto i prezzi della categoria ‘altri servizi per il trasporto individuale’, con un aumento dell’8,2% (maggio +1%)”. A costare di più anche “frutta, verdura, patate e funghi, i cui prezzi sono aumentati del 3,9% a giugno (maggio +3,8%). Tra i cinque prodotti e servizi che più hanno subito un rincaro figurano il settore paralberghiero (+2,8%), il gelato (+2,3%) e il tè (commercio al dettaglio; +1,9%)”.

Cosa costa di meno

A giugno i consumatori “hanno speso il 4,9% in meno per il trasporto aereo rispetto a maggio. Anche la margarina, i grassi e gli oli commestibili sono diventati più economici (-3,8%). Inoltre, sono scesi i prezzi dell’abbigliamento per bambini (-3,6%), dello zucchero (  -3,5%) e dell’acqua minerale naturale (-2,8%)”.

Nella Svizzera italiana il rincaro più contenuto

“Analizzando i dati per regione linguistica emerge che il rincaro più basso rispetto all’anno precedente è stato registrato dalla Svizzera italiana, con un incremento dei prezzi dell’1%. Rispetto al mese precedente, a giugno il costo della vita è aumentato dello 0,5%”, scrive Comparis. “La Svizzera tedesca e quella romancia hanno registrato il rincaro più elevato su base annua (+1,6%). A giugno, il livello dei prezzi è cresciuto dello 0,3%”.

I single over65 i più colpiti dall’aumento dei prezzi

“Negli ultimi 12 mesi” -viene specificato- “sono le economie domestiche composte da una sola persona di età pari o superiore a 65 anni ad aver percepito il rincaro più elevato, pari al 2% rispetto all’anno scorso. Anche a giugno la vita è diventata ancora più costosa rispetto al mese precedente (+0,2%). In percentuale, considerando la tipologia di economia domestica, sono quelle composte da una sola persona con meno di 65 anni a percepire meno il rincaro. Con 107,8 punti, l’inflazione percepita negli ultimi 12 mesi da questa categoria di popolazione è stata dell’1,2%”.

Più guadagni e più l’inflazione si sente

Dall’indice dei prezzi al consumo emerge anche che “considerando il reddito, rispetto allo scorso anno il costo della vita è cresciuto soprattutto per la fascia di reddito più alta”. L’indice dei prezzi al consumo per questa categoria è salito dell’1,7%. A giugno l’inflazione è aumentata dello 0,4%. La fascia di reddito medio-alta è stata la meno colpita dal rincaro. Rispetto all’anno scorso, i prezzi per questa categoria sono aumentati dell’1,3%. Lo scorso mese invece i prezzi dei beni consumati dalla fascia di reddito medio-alta sono cresciuti dello 0,4%”.

In Svizzera "un’inflazione più contenuta”

Paragonando i dati elvetici con quelli degli alti paesi, emerge che “il rincaro in Svizzera su base annua è più contenuto rispetto all’eurozona. Secondo Eurostat, l’ufficio di statistica dell’Unione Europea, negli ultimi 12 mesi i prezzi nella zona euro sono cresciuti del 5,5% (intera UE: +7,1%). A giugno il tasso di inflazione era pari allo 0,3% (intera UE: 0%).

L’ Indice dei prezzi al consumo di Comparis

L’indice nazionale dei prezzi al consumo (IPC) misura l’andamento dei prezzi sulla base di un paniere rappresentativo di circa 1’050 beni e servizi. Una continua diminuzione del potere d’acquisto o un aumento del livello medio dei prezzi sono sintomi di inflazione. L’IPC comprende 12 categorie principali, tra cui investimenti a lungo termine e affitti. Non sono tuttavia considerate grandi voci di spesa come i premi delle assicurazioni sociali o le imposte dirette. L’IPC non rispecchia quindi l’effettivo rincaro percepito dai consumatori. L’indice dei prezzi al consumo di Comparis, pubblicato in collaborazione con il Centro di ricerca congiunturale (KOF) del Politecnico federale di Zurigo (ETH), mostra l’inflazione realmente percepita rimuovendo i dati IPC relativi agli affitti e ai beni durevoli come auto e mobili. Vengono inoltre presi esplicitamente in considerazione singole tipologie di economie domestiche, fasce di reddito e regioni linguistiche. Viene anche fatto un confronto dei prezzi su 20 anni e vengono effettuati calcoli propri per singoli gruppi di prodotti. Se le cifre al di fuori delle categorie economie domestiche, fasce di reddito e regioni linguistiche non sono contrassegnate con un asterisco, significa che i dati provengono dall’IPC.