
“Ci saranno sicuramente imprenditori che potranno aumentare i salari, dal momento che lavorano in settori dove hanno un margine di contribuzione interessante. Ma altri non se lo possono assolutamente permettere, perché rischierebbero di mettere a repentaglio l’esistenza stessa della loro azienda”. Così Oliviero Pesenti, presidente dell’Associazione Industrie Ticinesi, ha commentato nel corso di Ticinonews l’ipotesi di un adeguamento salariale per rilanciare il mercato del lavoro ticinese, confrontato con diverse incognite. “Nel mondo imprenditoriale la situazione sul mercato non è delle migliori. Questi problemi creano un’instabilità latente che è veleno per l’azienda, perché non sia sa su cosa si potrà puntare in futuro, quale tipo di impresa si potrà costruire, dal momento che non possiamo sapere se continueremo ad avere energia elettrica e a quali costi”. Ad oggi “ci sono aziende che hanno aumenti del 1’600% dei costi dell’energia elettrica: un imprenditore fa fatica a fare previsioni. Alcune imprese sono più fortunate perché hanno maggiore richiesta e stanno un po’ meglio. Ma altre devono purtroppo sottostare alla situazione del momento la quale, ripeto, non è delle più facili”.
La situazione a livello di assunzioni
Un recente sondaggio di Manpower sulle prospettive d'impiego in Svizzera rileva che il 45% delle aziende intervistate in Ticino intende assumere nel quarto trimestre del 2022. “Come detto in precedenza, dipende dai settori. Alcuni probabilmente potranno farlo. Non contesto questo dato, ma mi sembra un po’ ottimistico”, precisa Pesenti. Per quanto concerne i profili ricercati “oggi manchiamo di operatori tecnici, di persone con una formazione tecnica di base come ingegneri e informatici”. Sono questi i profili di cui le aziende hanno bisogno per far fronte alla competitività del mercato. “L'inserimento di macchinari e tecnologie nuovi richiede persone altamente qualificate e purtroppo facciamo fatica a reperire tali figure professionali sul nostro territorio”.

