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L’interpellanza
Abusi a scuola, l’MpS: “I testi sul Kamasutra dovevano fare riflettere”
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
4 anni fa
A seguito della vicenda che vede coinvolto il direttore di una scuola media del Luganese, il Movimento per il Socialismo presenta un’interpellanza al Consiglio di Stato. “Quanto accaduto deve essere preso sul serio e necessita chiarimenti”.

Di pochi giorni fa la notizia dell’arresto del direttore di una scuola media del Luganese accusato di atti sessuali con fanciulli. Su quanto successo il Movimento per il Socialismo (MpS) ha deciso di interrogare il Consiglio di Stato presentando un’interpellanza. Secondo il Movimento alcuni segnali avrebbero dovuto allarmare le autorità, come i testi sul Kamasutra presentati agli allievi e il gruppo privato su WhatsApp nel quale l’insegnante e ragazzi condividevano le proprie esperienze personali.

“Non si tratta di un caso isolato”

“I fatti sono noti e di una gravità estrema e, purtroppo, non si tratta di un caso isolato”, scrive l’MpS. “Recentemente avevamo sollevato la vicenda del docente cinquantenne (licenziato da una scuola privata) che aveva avuto una relazione ‘consensuale’ con un’allieva e che era semplicemente stato trasferito in un’altra sede senza che nessuno dei colleghi e delle colleghe fossero stati per lo meno avvertiti. Ma possiamo anche ricordare il caso del docente di Arbedo Castione o ancora i recenti casi avvenuti in ambito sportivo o ricreativo. Senza dimenticare quanto avvenuto a UNITAS o ancora all’interno del DSS diversi anni fa. Il copione sembra essere purtroppo sempre lo stesso, vittime che provano a parlare senza essere credute, genitori che esprimono dubbi senza essere ascoltati, segnali che non vengono colti in maniera adeguata.”

Kamasutra, gruppo WhatsApp e Decs

“In questo ultimo caso alcuni elementi su cui si sarebbe potuto riflettere c’erano di sicuro. Elementi che gettano diverse ombre sull’operato del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport”, viene scritto nell’interpellanza. “Ci riferiamo in particolare al fatto che nell’anno accademico 2017-2018 il docente (non ancora direttore) aveva proposto un percorso didattico sull’educazione alla sessualità e all’affettività all’interno delle lezioni di latino. Percorso che aveva suscitato ampie critiche da parte dei genitori degli allievi e delle allieve, preoccupati soprattutto dalle modalità utilizzate e dai testi sottoposti ai ragazzi e alle ragazze (dal Kamasutra a testi sui Baccanali tanto per fare qualche esempio). Il percorso inoltre prevedeva l’attivazione di una chat di WhatsApp riservata agli allievi e alle allieve e gestita dal docente per condividere le proprie esperienze personali. Percorso didattico documentato dalla tesi di abilitazione presentata presso il DFA. Tesi nella quale si può anche leggere che il docente era stato ‘improvvisamente’ trasferito dalla sua sede a quella di Lugano, apparentemente senza motivazione.”

Messo in discussione anche il processo di selezione dei quadri scolastici

“Una vicenda che pone domande anche sui criteri con cui vengono scelti i quadri dirigenti”, scrive l’MpS. “Sappiamo che le condizioni di lavoro di questi funzionari dirigenti sono particolarmente difficili, le responsabilità sono elevate e gli spazi di autonomia decisamente ristretti. Queste difficoltà sembrano tradursi in una scarsa attenzione nella selezione dei candidati e delle candidate che vengono spesso scelti per le loro capacità amministrative e la loro diligenza nei confronti della linea del Dipartimento e non tanto per le loro reali capacità di gestione di una scuola media. Senza dimenticare, a conferma di una crisi delle vocazioni a direttore-direttrice per le ragioni qui sopra richiamate, che spesso la scelta cade sull’unico candidato.”

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