
Lo abbiamo annunciato quattro giorni fa: più di un terzo degli apprendisti ticinesi abbandona la professione. Questo è quanto emerge dal comunicato di Fill-Up, una ditta Svizzera che offre un servizio di sostegno e accompagnamento alle aziende formatrici. Un dato che preoccupa la Lega dei Ticinesi che, in un'interrogazione inoltrata al Consiglio di Stato, firmata dal deputato Massimiliano Robbiani, chiede maggiori chiarimenti prendendo anche in considerazione la crisi economica in atto.
Preoccupazioni
Il partito reitera alcuni dei dati dello studio: viene evidenziato come il 36% degli apprendisti ticinesi si licenzi, un dato ben superiore alla media svizzera (23%). Il nostro Cantone ha il secondo tasso di licenziamenti più alto della Confederazione, preceduto solo da Ginevra. "Sicuramente la situazione economica attuale non aiuta le aziende formatrici a trovare le risorse necessarie - scrive il firmatario - per dedicarsi maggiormente alla formazione dei nostri giovani, che purtroppo, ne subiscono le conseguenze".
Domande
Alla luce di questi dati, tra i quesiti posti, la Lega dei Ticinesi domanda al Consiglio di Stato come valuti questi dati, quali siano le professioni maggiormente colpite, quanti sono gli apprendisti che dopo l'abbandono hanno ripreso gli studi a tempo pieno e, infine, se la situazione economica in atto influenzi la difficoltà delle aziende a formare in modo adeguato gli apprendisti.

