
È notizia di ieri del furto di 200'000 franchi nel corso di una ormai ex dipendente del DECS a danno di una mensa di una scuola cantonale di Biasca. Sottrazioni di denaro, lo ricordiamo, messe in atto tra il 2018 e il 2024, quando venne scoperta e licenziata in tronco dal Governo e il procedimento penale si sarebbe concluso con una sentenza il 16 giugno 2025. Il Consiglio di Stato sarebbe venuto a conoscenza dei fatti solo due anni fa.
Un caso che a detta dell’UDC «solleva importanti interrogativi sulla gestione e sul controllo del denaro pubblico», e che ha portato i democentristi a inoltrare un’interpellanza in cui si sottolinea che a lasciare aperti importanti interrogativi c’è in particolare la tempistica dell’informazione. Nonostante la scoperta dei fatti nel 2024 e la conclusione del procedimento giudiziario nel 2025, la vicenda è infatti arrivata all'attenzione dell'opinione pubblica soltanto oggi.
«Quando si tratta di denaro pubblico, trasparenza, controlli e responsabilità non possono essere aspetti secondari. I cittadini hanno il diritto di sapere come vengono gestite le risorse pubbliche e quali meccanismi vengono messi in atto per prevenire e individuare tempestivamente eventuali irregolarità». Per l’UDC è «evidente che durante un'inchiesta penale devono essere rispettati il segreto istruttorio e la protezione della personalità». Una volta concluso il procedimento «occorre tuttavia chiedersi se sia corretto che una vicenda riguardante un ammanco di circa 200'000 franchi rimanga completamente fuori dall'informazione pubblica per oltre un anno».
Le domande al Consiglio di Stato
- Per quale motivo il Consiglio di Stato non ha informato il Parlamento e l'opinione pubblica della vicenda, nemmeno dopo la conclusione del procedimento penale nel giugno 2025?
- Quali sono le regole e i criteri applicati dal Cantone per decidere quando un ammanco di denaro pubblico deve essere comunicato al Parlamento e alla cittadinanza?
- Il Consiglio di Stato ritiene che sia compatibile con i principi di trasparenza e responsabilità nella gestione del denaro pubblico che un ammanco di circa 200'000 franchi, una volta concluso il procedimento giudiziario, non venga comunicato pubblicamente?
- Gli ammanchi si sarebbero protratti per diversi anni. Quali controlli erano in vigore e perché non hanno consentito di individuare tempestivamente le irregolarità? Il Consiglio di Stato ha verificato se le procedure di controllo fossero adeguate?
- Quali misure concrete sono state adottate per evitare che episodi analoghi possano ripetersi nelle mense scolastiche o in altri servizi dell'Amministrazione cantonale?
- Quanti furti all’anno subisce l’amministrazione cantonale e per quale importo complessivo? Quanto viene poi recuperato e quanto invece perso ogni anno a scapito dei conti pubblici?
- Alla luce di questa vicenda, si chiede che tipo di contabilità viene applicata e se vi sono doppi controlli e doppie firme per la sicurezza? Il Consiglio di Stato intende rafforzare i controlli interni e migliorare la trasparenza nei confronti del Parlamento e dei cittadini quando sono coinvolte somme rilevanti di denaro pubblico?

