
200'000 franchi sottratti dalla cassa della mensa di una scuola cantonale di Biasca e in altre imprecisate località. È l’incredibile cifra che una dipendente dell’Ufficio refezione del DECS è riuscita a mettere nelle proprie tasche. Le ci sono voluti 6 anni per accumulare il malloppo: dal 1° settembre 2018 fino al 28 ottobre del 2024. E proprio a fine 2024 il Consiglio di Stato è stato informato dei fatti. La dipendente è stata licenziata in tronco dopo aver confessato davanti al procuratore pubblico Daniele Galliano.
La sentenza
Il processo si è tenuto il 16 giugno 2025 davanti alla Corte delle assise Correzionali. La donna è stata condannata per ripetuta falsità in documenti e per ripetuta appropriazione indebita aggravata dall’aver commesso i reati nella sua veste di dipendente dello Stato. La pena inflitta è stata di 18 mesi sospesi condizionalmente per un periodo di 2 anni, nonché al pagamento di circa 200'000 franchi a titolo di risarcimento. La stessa cifra sottratta. La notizia non era finora trapelata da Palazzo delle Orsoline, il licenziamento in tronco deciso dal Governo e il notevole importo sottratto.
Il commento del DECS
Contattato per una reazione, il DECS si limita a dire che «non ci è possibile, tenuto conto delle basi legali vigenti, entrare nel dettaglio del caso specifico. Possiamo ad ogni modo confermare che, in generale, qualora un funzionario o un docente venissero meno ai loro doveri di servizio, sono adottati i necessari provvedimenti».

