Cerca e trova immobili
Politica
200 franchi bastano, la polemica investe palazzo delle Orsoline
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
3 giorni fa
Le dichiarazioni al Mattino della Domenica di Norman Gobbi e Claudio Zali alzano un polverone, ma secondo il SIC non violano la collegialità.

Può un consigliere di Stato avere un parere diverso dalla maggioranza e dirlo pubblicamente, senza violare la collegialità? Se si tratta di votazioni popolari, sì. A sostenerlo è il SIC, il Servizio Informazioni e Comunicazioni del Consiglio di Stato. Stiamo parlando della nuova polemica abbattutasi su Palazzo delle Orsoline. Quel «200 franchi bastano, davvero» dichiarato da Norman Gobbi e Claudio Zali al Mattino della Domenica che, in oltre 24 ore, ha generato un’infinita serie di mal di pancia. Secondo presidente e vicepresidente del Governo, l’iniziativa per abbassare il canone non è un harakiri. Anzi, citiamo: «Si tratta del ridimensionamento di un ente che iper mediatizza la nostra realtà, presso il quale c’è chi utilizza (in qualità di giornalista) il servizio pubblico per scopi attivistici e non informativi». Questo, soltanto pochi giorni dopo la presa di posizione del Governo, contrario alla riduzione.

Le reazioni

Il SIC, contattato da Ticinonews, fa sapere che «nel caso di posizioni prese a maggioranza, le Direttive prevedono che i consiglieri di Stato contrari lo dichiarino in seduta e comunichino anche se intendono manifestare pubblicamente la loro posizione divergente». Cosa che è stata fatta. Se la forma è salva, resta comunque un problema di sostanza, ci dice il co presidente del Partito socialista Fabrizio Sirica. «Il Ticino dalla ripartizione del canone riceve più di 4 volte di quello che paga. È da questo punto di vista che biasimo i due consiglieri di Stato leghisti» Secondo il coordinatore del movimento di via Monte Boglia Daniele Piccaluga, invece, «Zali e Gobbi sono stati eletti sulla lista della Lega e questa è da anni una battaglia storica. Non hanno fatto altro che ribadire il pensiero del proprio elettorato».

Da dove arrivano i finanziamenti

Intanto, negli ultimi giorni sono stati resi noti i finanziatori della campagna. Per il «sì» a staccare l’assegno più corposo è stata l’USAM, l’Unione svizzera delle arti e mestieri. Secondo il controllo federale delle finanze, ha speso 980mila franchi per la propria campagna e ha sostenuto l’iniziativa con 680mila franchi. Ma anche dal Ticino sono arrivati contributi consistenti. La Meutel 2000 SA, la società che pubblica il Mattino della Domenica, ha contribuito con 150mila franchi, più altri 150mila alla campagna USAM. Al «no» è arrivato un aiuto consistente dalle cooperative regionali della SSR. La CORSI e le sue sorelle, per intenderci. Soldi del canone? Dalla CORSI ci spiegano che no, la regola generale vieta l’utilizzo del canone per campagne propagandistiche, ma solo per eventi come serate informative. I fondi, dunque, dovrebbero arrivare da contributi volontari o da quote dei soci.