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Dal Ticino parte una fetta importante dei finanziamenti all’iniziativa «200 franchi bastano»
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
2 ore fa
I primi dati del Controllo federale delle finanze mostrano il ruolo centrale di donatori ticinesi, accanto a grandi patrimoni e lobby economiche nazionali, nella campagna sul canone SSR.

Chi c’è davvero dietro i finanziamenti dell’iniziativa popolare «200 franchi bastano!», che mira a ridurre il canone radiotelevisivo della SSR? Il termine per dichiarare i budget di campagna e le donazioni superiori ai 15 mila franchi è scaduto la scorsa settimana e il Controllo federale delle finanze ha pubblicato i primi dati (la panoramica completa è attesa nei prossimi giorni). Secondo quanto riportato dal Blick, in campo ci sono grandi patrimoni e attori politici ed economici di peso.

Oltre 1,3 milioni per l’iniziativa

Il comitato promotore dell’iniziativa dispone di un budget totale di 1’367’530 milioni di franchi. Il contributo più consistente arriva dall’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), che investe complessivamente 980 mila franchi e sostiene direttamente l’iniziativa con altri 680 mila franchi.

Molto denaro dal Ticino

Dal Ticino arriva uno dei versamenti più consistenti: la società Meutel 2000 SA, con sede a Lugano, ha donato 150 mila franchi a favore dell’iniziativa e altri 150 mila alla campagna dell’USAM. L’azienda, che pubblica Il Mattino della Domenica, è diretta da Antonella Bignasca Danzi, nipote del fondatore della Lega dei Ticinesi, Giuliano Bignasca. Proprio ieri, sul settimanale del movimento sono state pubblicate prese di posizione favorevoli all’iniziativa da parte dei consiglieri di Stato Norman Gobbi e Claudio Zali, nonostante il Governo cantonale si sia espresso contro pochi giorni prima.

Altri sostenitori

Tra gli altri sostenitori figurano la Fondazione per una politica borghese (Stiftung für bürgerliche Politik), vicina all’UDC e presieduta da Rolf Dörig (100 mila franchi) e Avenergy Suisse, la lobby del settore petrolifero (75 mila franchi). Tra i donatori individuali figura anche l’ex consigliere nazionale PLR Hermann Hess (20 mila franchi). 

Chi c’è nel campo del no

Nel fronte del no emergono diversi ricchi eredi e imprenditori: il cineasta zurighese Ruedi Gerber (100 mila franchi), i fratelli Meili (50 mila), i figli di Andy Rihs (150 mila) e il fondatore di Partners Group, Fredy Gantner (20 mila). Gli oppositori possono inoltre contare sul sostegno delle cooperative regionali della SSR e delle associazioni culturali e mediatiche. Il budget dichiarato per la loro campagna è di 1’312’853 franchi; la cooperativa di radio e televisione Zurigo-Sciaffusa, ad esempio, contribuisce con 180 mila franchi.