
Il risultato era prevedibile, e oggi è arrivata la conferma dall’Ufficio federale di statistica. Nel 2020 il prodotto interno lordo in svizzera è calato del 2.4%. Un risultato dovuto alla pandemia di coronavirus.
I settori più toccati
Praticamente tutte le attività industriali, così come la produzione e la distribuzione di energia sono state colpite. Nei servizi il calo, benché presente, è stato meno pronunciato. I servizi particolarmente colpiti sono stati quelli di trasporto, quelli di alloggio e la ristorazione, le attività delle agenzie di viaggio, le attività culturali e le attività sportive. Al contrario, alcuni settori hanno registrato una crescita positiva nel 2020. L’industria del tabacco, l’industria chimica e quella automobilistica, le attività di trattamento dei rifiuti e anche i servizi di informazione e i servizi finanziari si distinguono per una crescita positiva.
I cantoni più colpiti
Il cantone che ha subito i contraccolpi maggiori della crisi economica è stato il Giura (-8.5%), seguito da Neuchâtel (-6.5%), Glarona (-5.3%) e dal Ticino, che registra un –5,2%. Solo i Cantoni di Zugo (+1.6%) e Sciaffusa (+0.7%) hanno fatto segnare un aumento.
In crescita la produttività del lavoro
In termini di produttività del lavoro, nel 2020 la Svizzera ha invece registrato una crescita dell’1,4%. Un andamento positivo che si spiega con un calo più marcato dell’input di lavoro rispetto a quello del PIL. Il Ticino, che è la Grande Regione più colpita in termini di PIL e in termini di ore di lavoro effettive, presenta paradossalmente la più alta crescita della produttività. +6,4%.

