
I partiti svizzeri di sinistra e di centro hanno accolto con favore la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha giudicato illegali i dazi doganali imposti dal presidente Donald Trump, vedendovi un segnale forte a favore dello Stato di diritto. Il PLR invita invece alla cautela. «La decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di annullare la maggior parte dei dazi doganali di Trump è un'ottima notizia per il mondo, per gli Stati Uniti e per la Svizzera. E forse l'inizio della fine di Trump», ha scritto l'ex consigliere nazionale Roger Nordmann (PS/VD) sulla rete sociale Bluesky. «Una vittoria provvisoria delle istituzioni americane sull'arbitrarietà di Trump. È già qualcosa», ha commentato da parte sua il consigliere nazionale Gerhard Pfister (Centro/ZG). La sua collega di partito Elisabeth Schneider-Schneiter (Centro/BL) ha sottolineato sulla rete sociale X che questa sentenza «rafforza lo Stato di diritto, ma non facilita i negoziati» tra Berna e Washington sulle tariffe doganali.
Reazione richiesta
Anche il Partito evangelico (PEV) si rallegra per la sentenza, che considera un segnale forte a favore dello Stato di diritto. «I tribunali costituiscono la spina dorsale del nostro ordine democratico. Quando le decisioni dell'esecutivo vengono corrette, ciò dimostra che la separazione dei poteri funziona», sottolinea il consigliere nazionale Nik Gugger (ZH). Il partito chiede al Consiglio federale di analizzare le conseguenze concrete per la Svizzera, in particolare la questione di un eventuale rimborso dei dazi doganali indebitamente riscossi. La presidente dei Verdi Lisa Mazzone auspica una reazione rapida da parte della Confederazione: «La Svizzera deve sospendere immediatamente i negoziati per un accordo con Trump. Qualsiasi altra decisione sarebbe un nuovo autogol per la Svizzera», afferma.
Cottier prudente
Intervistato dalla radiotelevisione romanda RTS, il consigliere nazionale Damien Cottier (PLR/NE) invita alla cautela. «È vero che si tratta di una decisione politica interna importante. Tuttavia, per quanto riguarda le relazioni tra la Svizzera e gli Stati Uniti, non credo che questo cambi completamente le carte in tavola, ma modifica effettivamente gli equilibri», ha affermato. Per Cottier, che è pure presidente dell'associazione parlamentare Svizzera-Stati Uniti, non bisogna «sottovalutare la capacità di ripresa del presidente americano». Gli Stati Uniti hanno «probabilmente già preparato una serie di alternative». Donald Trump «vorrà portare avanti la sua politica. Sappiamo che non ama molto le contraddizioni, forse vorrà dimostrarlo in modo ancora più forte dopo questa decisione della Corte Suprema. E ha a disposizione mezzi importanti, che rimangono tali nonostante quella che oggi è chiaramente una battuta d'arresto», osserva il neocastellano.

