
L'incontro con i giornalisti si è concluso. Il motto del DFAE è piuttosto chiaro: gli aiuti federali arriveranno, se caso, in un secondo momento. C'è, sì, una collaborazione con Swiss rispetto ai voli speciali, ma nulla più.

L'incontro con i giornalisti si è concluso. Il motto del DFAE è piuttosto chiaro: gli aiuti federali arriveranno, se caso, in un secondo momento. C'è, sì, una collaborazione con Swiss rispetto ai voli speciali, ma nulla più.
Come verranno assegnati i posti sul volo Swiss? "Chi primo arriva, meglio alloggia" chiarisce Jenni, indicando che questa politica verrà mantenuta anceh per eventuali, futuri voli speciali.
I turisti svizzeri dovrebbero informarsi localmente sulle diverse opzioni per lasciare il Paese, ribadisce Jenni. «È sicuramente una responsabilità individuale informarsi presso le diverse compagnie aeree sulle opzioni disponibili». Il DFAE, chiarisce Jenni, non effettuerà voli ufficiali di rimpatiro. Ma potrebbero esserci ulteriori voli speciali supportati dal Dipartimento.
Jenni, nel frattempo, ha fornito anche nuove cifre circa il numero di svizzeri bloccati in Medio Oriente. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) è ora a conoscenza di 5.200 viaggiatori. «Non posso dire se tutti quelli registrati vogliano effettivamente partire» afferma la direttrice. Inoltre, è probabile che non tutti i cittadini svizzeri bloccati siano registrati nell'app TravelAdmin. «Quindi, probabilmente non ricevono le nostre informazioni».
Anche altri Paesi, ribadisce Jenni, rispondendo a una domanda specifica da parte dei giornalisti presenti davanti a Palazzo federale, si affidano ai voli charter commerciali.
Marianne Jenni, direttrice della Direzione consolare del DFAE, in entrata ha ribadito che la Confederazione non dispone di un proprio aereo di rimpatrio e, per questo, deve appoggiarsi sempre alle compagnie aeree o a Paesi partner. Il DFAE è in contatto con Swiss per, eventualmente, effettuare ulteriori voli di rimpatrio ma, prima, vanno chiariti aspetti tecnici quali slot, disponibilità di aerei ed equipaggi, autorizzazioni. Jenni ha chiarito che il volo in programma domani è di tipo commerciale: la compagnia ha fissato una tariffa per i passeggeri che, tuttavia, non coprirà i costi. «Si tratta di un servizio che fornisce la compagnia alla Svizzera e di questo siamo grati a Swiss».
Sono circa 4.800 i cittadini svizzeri rimasti bloccati in Medio Oriente a causa della risposta iraniana agli attacchi di Israele e Stati Uniti e alla conseguente chiusura degli spazi aerei nella regione. La novità, come comunicato oggi in mattinata, è che Swiss, compagnia di bandiera elvetica, effettuerà un volo speciale «non di linea» da Muscat a Zurigo per consentire alle persone interessate di tornare in Svizzera.
Il volo, scrive il vettore in una nota, «sarà operato con un Airbus A340 con il numero di volo LX 7043. L'aereo decollerà giovedì 5 marzo alle 9.15 ora locale da Muscat e arriverà a Zurigo alle 14.00. Già oggi l'aereo volerà da Zurigo a Muscat con il numero di volo LX 5042 con a bordo l'equipaggio e i meccanici per preparare il volo di ritorno». Ieri, contattata dal CdT, Swiss aveva affermato di non aver ancora ricevuto mandato dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) per organizzare un volo di questo tipo, considerato di rimpatrio. La decisione, pur in collaborazione con lo stesso DFAE, è stata presa direttamente dal vettore.
«Molte persone si trovano ancora in Medio Oriente e sperano di poter tornare a casa in sicurezza» spiega ancora la compagnia. «Sappiamo che la situazione sul posto è molto stressante per molti e rimane caratterizzata dall'incertezza. Attualmente, Muscat non è una delle destinazioni regolari di Swiss. Con questo volo desideriamo dare un contributo concreto per aiutare le persone colpite da questa difficile situazione. Proprio in situazioni eccezionali come questa, è nostro dovere essere presenti per i nostri passeggeri e per la Svizzera e assumerci le nostre responsabilità». Il volo, dicevamo, viene effettuato in stretta collaborazione con il DFAE. «Tuttavia, non si tratta di un volo di evacuazione sovvenzionato, bensì di un'operazione autonoma di Swiss».
A bordo saliranno, da un lato, «passeggeri che avevano già un biglietto Swiss e che non hanno potuto intraprendere il loro viaggio verso Zurigo a causa della situazione attuale. Dall'altro lato, i cittadini svizzeri che si sono registrati presso il DFAE con luogo di soggiorno Oman riceveranno i dati per la hotline di prenotazione Swiss per questo volo». In questo modo, aggiunge, Swiss, «desideriamo offrire in particolare ai cittadini svizzeri la possibilità di tornare in patria».
Indipendentemente da ciò, conclude Swiss, «monitoriamo costantemente e con grande attenzione la situazione in Medio Oriente. Valutiamo continuamente quando e a quali condizioni potremo riprendere le operazioni di volo o offrire collegamenti aggiuntivi. La base di ogni decisione rimane la sicurezza dei nostri passeggeri e dei nostri equipaggi».