
La notizia che l'Italia non accoglierà più richiedenti l'asilo provenienti dalla Svizzera, perlomeno fino al 2 maggio, "crea inquietudine". A sottolinearlo è il consigliere agli Stati Marco Chiesa (UDC), che non ha preso bene la decisione dell'Italia di continuare a "sospendere unilateralmente l'accordo di Dublino". È per questo che ha inoltrato un'interrogazione al Consiglio federale. "Il sistema di Dublino mira ad assegnare in modo inequivocabile a uno Stato la competenza di esaminare una domanda di asilo", ricorda Chiesa. "Quando un richiedente la presenta in un Paese che sottostà agli accordi di Dublino, la responsabilità di occuparsi della richiesta spetta alla prima nazione attraverso cui è passato il migrante".
L'Italia non ha ancora dichiarato quando intende riprendere l'applicazione del Regolamento di Dublino, ma la Segreteria di Stato della migrazione ha già informato i Cantoni della suddetta decisione e ha chiesto loro di non pianificare ulteriori rinvii verso l'Italia almeno fino al 2 maggio. Da qui le domande al Governo.
1. Il Sistema Schengen/Dublino non é vincolante per gli Stati membri dell'Ue sia per quelli associati?
2. Quali sono i passi intrapresi dal nostro Paese per garantire l'applicazione del sistema Dublino che contribuiamo a finanziare?
3. Il flusso di migranti non cessa di aumentare in Italia. Se già oggi le capacità italiane non sono sufficienti, come credere che tra qualche mese la situazione potrebbe migliorare?
4. Nel caso la situazione tesa non migliorasse, come intende la Confederazione far rispettare l'accordo di Dublino da parte dell'Italia?
5. Due Cantoni svizzeri hanno già dichiarato lo stato d'emergenza, questo rifiuto da parte italiana che impatto supplementare sul nostro Paese potrà avere? Vi sarà un'accelerazione dell'emergenza anche nel nostro Paese?
6. Quanto costerà il rifiuto italiano alla Confederazione svizzera? Sarà possibile compensarlo finanziariamente?

