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Clima
Sentenza Cedu, l'avvocato: "Avrà delle conseguenze immediate per la Svizzera"
Redazione
2 anni fa
Il Legale delle "Anziane per il clima" ha commentato la sentenze emesse oggi dalla Corte europea per i diritti dell'uomo (Cedu). "La Confederazione dovrà conformarsi a quanto deciso".

Oggi la Svizzera è stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu) per violazione dei diritti umani in ambito ambientale. La sentenza ha così dato ragione all'associazione "Anziane per il Clima" che aveva presentato un ricorso contro l'inazione della Confederazione di fronte ai cambiamenti climatici. Quanto deciso a Strasburgo "avrà delle conseguenze immediate per la Svizzera, che ora dovrà conformarsi alla sentenza", ha spiegato Raphael Mahaim, avvocato dell'Associazione.

"Uno Stato deve rispettare i suoi obblighi climatici"

La sentenza avrà anche delle conseguenze per gli altri Stati del Consiglio d'Europa. "La Cedu ha detto che un Paese deve rispettare i propri obblighi climatici, avere un budget di carbonio e un sistema di monitoraggio per capire se la strada verso il raggiungimento degli obiettivi climatici è quella giusta e se questi vengono soddisfatti. Se uno Stato non lo fa, viola i diritti delle vittime di questa sregolatezza climatica", ha aggiunto il legale. Oltre a questo, "c'è un meccanismo di sorveglianza previsto dalla Convenzione europeo dei diritti dell'uomo che lavorerà con la Confederazione per assicurarsi che vengano messe in atto tutte le misure necessarie per rispettare gli obblighi climatici. Oltre a questo ora c'è anche una giurisprudenza che permette a chiunque di portare davanti a qualunque corte un altro procedimento che potrebbe portare alla constatazione di una nuova violazione".

"Nessuno ci credeva"

Commentando la sentenza, Rosemarie Wylder-Waelti, co-presidente di Anziane per il Clima, ha affermato "di essere strabiliata perché nessuno credeva in una sentenza simile, tutti ci dicevano di non aspettarci grande cose. Per questo motivo avevamo sentimenti contrastanti e ora non possiamo quasi credere di essere state prese seriamente nel considerarci vittime e potenzialmente ammalate a cause dell'immobilismo della Confederazione. Abbiamo fatto causa per proteggere la nostra salute e il diritto a questa ci è stato riconosciuto. Ora ci sarà la possibilità in tutti i paesi dell'Unione europea di portare avanti delle cause simili".