
Era stato un 2019 da record per il turismo svizzero. Poi, la pandemia. E il mondo, così interconnesso, si è fermato. All’orizzonte, per gli operatori elvetici del settore, permangono nuvole nere: il 2021 non è infatti l’anno della ripresa. Anzi, “per tornare ai livelli pre-pandemici, saranno necessari decenni”. Questo cupo scenario è dipinto da Martin Nydegger, direttore di Svizzera Turismo, in un’intervista concessa alla SonntagsZeitung. “Quest’anno avremo probabilmente un calo del 5% dei pernottamenti rispetto al 2020. È una pessima notizia perché il 2020 era già stato il peggiore anno mai registrato per il turismo svizzero”.
Incertezza per ancora molti anni
Solo lo scorso autunno, Nydegger stimava che il numero di turisti che avrebbe scelto la Confederazione nel 2021 sarebbe stato fra il 60 e il 70% dei livelli del 2019. Ha però dovuto ricredersi: “Il recupero del settore è più lento di quanto mi aspettassi. L’evoluzione della pandemia rende ancora impossibile una ripresa completa”.
Per il CEO di Svizzera Turismo, infatti, a essere decisiva è l’incertezza che accompagna i turisti nella scelta delle mete, condizionata da misure e restrizioni. “Dobbiamo prepararci all’idea che nei prossimi anni ci sarà sempre un’epidemia, da qualche parte”, chiosa Nydegger. Pertanto, gli albergatori dovranno sapere adattarsi, per esempio in termini di politica di annullamento del soggiorno. Il CEO vede difficoltà soprattutto nel turismo d’affari, mentre le prospettive sono leggermente migliori per il turismo di piacere, che potrebbe riprendersi nel giro di qualche anno.
“Vaccinatevi”
Lo scorso mese, Martin Nydegger era intervenuto a una trasmissione radiofonica della Srf, in cui aveva esortato tutti i giovani a vaccinarsi. “Lo scetticismo da vaccinazione non è appropriato”, aveva aggiunto Nydegger, secondo cui, salvo eccezioni come le donne incinte, “tutti dovrebbero vaccinarsi per poter tornare alla vita normale”.
Sorride il turismo ticinese
Come però spesso accade, anche se il cielo di questa domenica sembrerebbe contraddirlo, il sole splende a Sud delle Alpi. La primavera del turismo ticinese è stata decisamente buona per le strutture ricettive. Massimo Perucchi, vicepresidente di Hotelleriesuisse Ticino, aveva definito maggio e giugno “due mesi stratosferici, nei quali alcune strutture hanno registrato aumenti fino al 500%”. È comunque bene ricordare che numerose restrizioni del primo confinamento erano ancora in vigore in maggio e in giugno del 2020. In ogni caso, il turismo interno sta trainando i pernottamenti nelle strutture d’accoglienza del nostro cantone, che già salutano i risultati di questi mesi estivi.
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