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Guerra in Ucraina
Russia, la Svizzera condanna i referendum
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Redazione
4 anni fa
Per la Confederazione le votazioni si svolgono in circostanze "non conformi alla legge" e sono contrari al diritto internazionale, per cui non riconoscerà i risultati che scaturiranno dalle urne nei territori occupati in Ucraina.

"I cosiddetti referendum nei territori dell’Ucraina in parte occupati dalla Russia si svolgono in circostanze non conformi alla legge e sono contrari al diritto internazionale". È la posizione del Consiglio federale, che condanna questa nuova violazione della sovranità ucraina da parte della Russia e non riconoscerà gli esiti dei cosiddetti referendum, che si tengono dal 23 al 27 settembre nei territori dell'Ucraina parzialmente occupati dalla Russia (parti delle province di Luhansk, Donesk, Zaporizhzhia, Kherson ed eventualmente altre). Il Consiglio federale segue inoltre con grande preoccupazione la parziale mobilitazione russa e chiede alla Russia di "smorzare le tensioni e ritirarsi completamente dai territori ucraini".

Convocato l'ambasciatore russo

Il presidente della Confederazione Ignazio Cassis ha già illustrato questa posizione al ministro degli esteri russo Sergej Lavrov mercoledì a New York, fa sapere il Governo in una nota, precisando che ieri il Dipartimento degli affari esteri (DFAE) ha convocato l’ambasciatore russo e gli ha comunicato la posizione della Svizzera. In questo senso il Consiglio federale invita la Russia "a porre fine all’indizione di cosiddetti referendum in Ucraina, a non dare seguito alle attese richieste di annessione dei territori alla Federazione russa e ad astenersi da compiere ulteriori passi verso l’occupazione e l’annessione".

La Russia è tenuta a rispettare il diritto internazionale umanitario

I referendum annunciati da Putin sono organizzati "da rappresentanti nominati dalla Russia, ma secondo il diritto internazionale le regioni interessate appartengono all’Ucraina, proprio come la Crimea", sottolinea il Governo. Con l’indizione di questi cosiddetti referendum la Russia "viola nuovamente – dall’annessione della Crimea nel 2014 – il diritto internazionale, in particolare il principio dell’integrità territoriale e della sovranità degli Stati. Inoltre, la Russia viene meno ai suoi impegni internazionali derivanti da vari trattati bilaterali e multilaterali. Queste azioni sono inoltre contrarie a quanto sancito nell’Atto finale di Helsinki".

Mai riconosciute le "repubbliche popolari" di Luhansk e Donesk

Il Governo ricorda, tra l'altro, che non ha mai riconosciuto nemmeno l’indipendenza dichiarata dai rappresentanti autoproclamati delle cosiddette «repubbliche popolari» di Luhansk e Donesk, che la Russia ha riconosciuto come Stati indipendenti il 23 febbraio 2022. Il Consiglio federale aveva immediatamente condannato questo atto, ritenendolo contrario al diritto internazionale e costituente una violazione dell’integrità territoriale e della sovranità dell’Ucraina.

Nuove sanzioni in vista?

In relazione allo svolgimento dei referendum, l’UE ha già annunciato nuove sanzioni, fa sapere il Governo. Se implementate, verranno esaminate dal Consiglio federale in vista di una loro eventuale adozione da parte della Svizzera.

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