
Con 102 897 firme depositate, di cui 102 664 valide, la Confederazione ha accolto l'iniziativa contro l'acquisto dei nuovi aerei da caccia F-35A, riuscita con sei mesi d'anticipo rispetto alla scadenza ufficiale. Il prossimo passo sarà quindi di indire una votazione popolare, anche se non è stato ancora confermato nulla.
Una battaglia contro gli armamenti
Gli iniziativisti - Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE), Partito socialista e Verdi - vogliono ancorare nella Costituzione il divieto di acquistare i jet da combattimento F-35 Lightning II, del produttore statunitense Lockheed Martin. Attiva da circa un anno, la campagna per l'iniziativa aveva riscosso un grande successo raggiungendo le 100'000 firme. Il comitato d'iniziativa ha sempre spinto per un dibattito con Berna, anche in relazione all'aumento dei costi dei nuovi aerei, ma l'intento di accelerare l'acquisto proposto dal Consiglio federale ha portato il gruppo a muoversi più velocemente.
"Andrebbero acquistati senza votazione popolare"
Da più di quattro mesi la Commissione della politica di sicurezza degli Stati (CPS-S) portava avanti i suoi argomenti a favore dell'acquisto dei nuovi aerei di combattimento, promuovendone l'efficienza nella tutela dello spazio aereo svizzero. Inizialmente si era preventivato un costo di 6,1 miliardi di franchi per i jet, e altri 2 miliardi per il sistema di difesa terra-aria Patriot. Dinanzi alla possibilità che ci fosse un'iniziativa, il presidente della CPS-S, Werner Salzmann (UDC/BE) aveva anche sollecitato il Consiglio federale a firmare quanto prima il contratto d'acquisto per non dare il tempo agli avversari di organizzarsi. Questa intenzione rimane ancora viva anche per il Consiglio federale, che vorrebbe chiudere l'acquisto prima del 31 marzo 2023, mentre il comitato referendario ha stilato un calendario che dovrebbe permettere una votazione popolare prima del 12 marzo 2023, in modo da contrastare l'acquisto preventivo; il Consiglio federale dovrebbe quindi stilare un messaggio contenente tutte le informazioni necessarie già nei prossimi giorni, in modo che il Parlamento se ne occupi durante la sessione di settembre.

