
Una decina di studenti pro-palestinesi ha trascorso la scorsa notte in un edificio dell'Università di Losanna (UNIL). L'occupazione, iniziata ieri sera con una cinquantina di persone, prosegue pacificamente. "Tutto è calmo", ha dichiarato stamane a Keystone-ATS la portavoce dell'UNIL Géraldine Falbriard, ribadendo che l'ateneo prenderà posizione "nei prossimi giorni" sulle richieste degli studenti. Questi chiedono "il boicottaggio accademico delle istituzioni israeliane e un immediato cessate il fuoco nei territori palestinesi". Si sono impegnati a portare avanti la loro azione in modo pacifico, senza interrompere le lezioni o le attività di ricerca. Da parte sua, l'UNIL ha promesso di non adottare alcuna sanzione accademica.
L'Associazione rischia la sospensione
Anche Il Politecnico federale di Losanna (EPFL) deve fare i conti con la guerra a Gaza. Un'associazione femminista, Polyquity, è minacciata di sospensione per aver organizzato martedì scorso una conferenza sul "femminismo decoloniale" in relazione alla Palestina. Secondo gli organizzatori, l'evento si è svolto "con calma e rispetto". In una nota, affermano di non comprendere la reazione dell'EPFL, che ha comunicato loro l'intenzione di sospendere il diritto di organizzare eventi e affiggere manifesti nel campus per un periodo di sei mesi. "L'intenzione della direzione è chiara: vietare qualsiasi evento che menzioni la Palestina", afferma Polyquity, aggiungendo: "Ci si aspetta che un'istituzione intellettuale organizzi conferenze sul conflitto".

