
La Svizzera aderirà, probabilmente, al quinto pacchetto di sanzioni dell’Unione europea nei confronti della Russia. Lo ha detto il Presidente della Confederazione Ignazio Cassis a margine dell’incontro avuto oggi a Lugano con il presidente lettone Egils Levits. “La decisione del Consiglio federale è stata, di principio, di adottare ogni pacchetto, previa analisi specifica”, ha spiegato Cassis. Le aspettative di Levits “sono quelle già in corso, ovvero di essere solidali con le democrazie occidentali per piegare l’economia russa e interrompere così la macchina della guerra”.
“La Russia capisce solo la ragione della forza”
L’incontro odierno ha rappresentato un evento importante dato che la Lettonia “confina con la Russia e possiede questo vissuto di essere invasa, per poi liberarsi e successivamente venire di nuovo invasa. Racconto questo perché secondo il presidente lettone l’unica ragione che la Russia capisce è quella della forza, e quindi gli sforzi diplomatici a suo giudizio sono poco promettenti. Io rispondo, indirettamente, che anche gli sforzi diplomatici per evitare la guerra non hanno avuto successo, ma non averli fatti sarebbe stato il più grande errore che si potesse commettere”.
Conferenza in luglio?
In merito alla possibilità di una conferenza, in luglio, sull’Ucraina, Cassis ha spiegato che “ad oggi continuiamo a credere che si terrà, evidentemente non con gli stessi temi che erano inizialmente previsti”. I contenuti “dovranno essere definiti in base all’andamento della guerra, ma in realtà la decisione definitiva la prenderemo insieme all’Ucraina. Sentirò in settimana il primo ministro ucraino proprio per discutere delle loro idee a tal proposito”. La presenza della Russia “in questo momento penso non sia immaginabile. Dobbiamo essere onesti: si tratta soprattutto per l’Occidente di capire come muoversi e che tipo di riflessione fare per il futuro”, ha concluso il consigliere federale.
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