
In giugno i prezzi di produzione e d'importazione sono rimasti stabili rispetto a maggio. A livello annuo invece il dato è in calo con una flessione dell'1,9%, ad annunciarlo è l'Ufficio federale di statistica che segnala il 14esimo arretramento consecutivo. La produzione mostra un'evoluzione dei prodotti indigeni e un leggero aumento mensile dello 0,1%, mentre a livello annuale il dato s'attesta al -1,2%. Nel confronto con maggio sono diventati più a buon mercato soprattutto i prodotti petroliferi; si sono invece fatti più cari gli alimentari. Per quanto riguarda i prezzi all'importazione il mese di giugno segnala una diminuzione dello 0,2% rispetto al mese precedente, mentre il dato annuale è più sostanzioso (-3,2%). Si è fra l'altro dovuto pagare di più - sempre nel paragone mensile - per metalli, calzature e caffè; prezzi in flessione sono stati osservati invece per il petrolio greggio, il gas naturale e altri prodotti petroliferi, come pure per le automobili. L'indice dei prezzi alla produzione e all'importazione riflette l'andamento dell'offerta e della domanda sui mercati dei beni, dato essenziale per capire lo sviluppo dell'inflazione.

