
Ha fatto discutere per tutta l’estate la decisione della piscina di Porrentruy (JU) di vietare l’accesso a chi non lavora o non abita in Svizzera, dopo una serie di incidenti che avevano coinvolto nuotatori francesi. Da allora, possono entrare solo persone che vivono o lavorano in Svizzera. La misura ha suscitato forti critiche oltreconfine. Il consigliere regionale della regione Grand Est, Christian Zimmermann, l’ha definita "discriminatoria e sproporzionata", mentre la Commissione federale contro il razzismo (CFR) ha parlato di "divieto assoluto problematico e irritante".
Boom di abbonamenti
Nonostante le contestazioni, i risultati della stagione hanno premiato la scelta. "Gli abitanti hanno ripreso possesso della loro piscina e ora vi troviamo pace e tranquillità", ha dichiarato a Le Quotidien Jurassien Lionel Maitre, responsabile politico del settore ricreativo presso l’Unione intercomunale distrettuale (SIPD). Gli abbonamenti stagionali sono raddoppiati, passando a 818 contro i circa 400 dell’anno precedente, mentre gli ingressi giornalieri sono saliti a 40'000, in crescita rispetto ai 37'000 del 2023. Forte di questi numeri, la SIPD valuta ulteriori misure per il 2025: priorità ai residenti svizzeri per gli abbonamenti stagionali, obbligo per i visitatori francesi di acquistare online i biglietti giornalieri fornendo i dati di contatto e conferma dell’esclusione dei minori stranieri non accompagnati. "Con gli svizzeri non abbiamo problemi di inciviltà", ha commentato Maitre, lasciando intendere che le restrizioni resteranno in vigore anche nella prossima stagione.

