
Sono oltre 65mila le firme consegnate ieri, lunedì, dall'Unione svizzera dei contadini e altre associazioni agricole al consigliere federale Guy Parmelin. La petizione chiede condizioni quadro migliori per l'agricoltura. In sintesi: meno burocrazia, no a risparmi e nuovi oneri, più considerazione del ruolo svolto dal settore e aumento dei prezzi alla produzione. Delle copie delle sottoscrizioni sono state consegnate anche a Migros, Coop, Lidl e Aldi. Ticinonews ha fatto alcune domande in merito a Sem Genini, segretario cantonale dell'Unione contadini ticinesi. “Sì, effettivamente in 13 giorni abbiamo consegnato un’enormità di firme di questa petizione online con la speranza di essere ascoltati”, conferma Genini. “Parmelin aveva già ribadito in una recente conferenza stampa di aver chiesto ai suoi funzionari, nella prossima politica agricola, di diminuire il carico amministrativo e burocratico, il quale sta diventando veramente sproporzionato”.
"La situazione è veramente difficile"
Una petizione, come detto, consegnata anche a quattro marchi della grande distribuzione per la questione dei prezzi di produzione... “Bisogna dire che la grande distribuzione è il nostro partner più importante”, prosegue Genini. “Siamo a stretto contatto, si discute spesso e penso che in questo caso abbiamo dato un segnale forte. Non c’è ombra di dubbio che queste firme (che non sono solo state raccolte da agricoltori, ma il numero elevato dimostra che ci sono anche persone al di fuori), sono una base per discutere". "Non siamo solamente noi dell’Unione svizzera dei contadini a dire che bisogna aumentare i prezzi, ma la situazione è veramente difficile. E penso che questo sia stato un segnale per rilanciare anche le discussioni, che ci sono già, ma la cui necessità è diventata impellente”.
"Un grido d'allarme"
Un periodo movimentato, delicato per il settore a livello europeo, come si è visto nelle scorse settimane. È stata forse un po’ la palla al balzo per ribadire quelle che sono le rivendicazioni? “Sì, penso che sia proprio così. L’anno scorso la nostra assemblea dei delegati a novembre aveva già ribadito questi aspetti, così come nella conferenza stampa d inizio anno avevamo già ribadito le problematiche del settore, che con questa petizione diventano ancora più chiare”, spiega Genini. Anche perché "nel resto dell’Europa la situazione è simile e il settore sta avendo veramente grossi e simili problemi, ad esempio i redditi troppo bassi e sempre più requisiti che non vengono remunerati". Con questa petizione "si lancia un grido d’allarme ancora più forte e più ascoltato: 65'000 firme in una decina di giorni è un risultato notevole”, conclude il segretario cantonale dell'Unione contadini ticinesi.

