
Dopo le indiscrezioni del Blick, ora è giunta anche l'ufficialità: Helene Budliger Artieda ha annunciato le proprie dimissioni da direttrice della Segreteria di Stato dell'economia (SECO). A comunicarlo è il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR).
«Il 16 settembre 2026 il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha informato il Consiglio federale che la segretaria di Stato Helene Budliger Artieda ha deciso di dimettersi con effetto dalla fine di marzo 2027», si legge nella nota inviata alla stampa. Per la sua successione verrà istituita un’apposita commissione.
Le motivazioni dietro alle dimissioni
Alla base della decisione, spiega il DEFR, c'è il desiderio da parte di Budliger Artieda di «affrontare una nuova sfida negli ultimi anni della sua carriera professionale» dopo quasi cinque anni alla guida della SECO.
Secondo quanto affermava il Blick che citava «fonti ben informate», invece, Budliger Artieda non avrebbe deciso di lasciare l'incarico completamente di sua spontanea volontà; Parmelin le avrebbe infatti consigliato, durante un colloquio avvenuto qualche settimana fa, di prendere in considerazione il pensionamento anticipato.
Ricordiamo che comunque era da tempo che si rincorrevano voci sulle possibili dimissioni di Helene Budliger Artieda dal suo ruolo di direttrice della Segreteria di Stato dell'economia.
Sempre nella nota rilasciata dal Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca si legge che «il presidente della Confederazione Parmelin si rammarica profondamente di questa decisione e ringrazia sin d’ora Helene Budliger Artieda per i preziosi servizi resi». E poi si aggiunge che «nelle prossime settimane istituirà una commissione di selezione; il posto sarà oggetto di un bando di concorso».
Se, però, quanto riportato dal Blick fosse vero e dietro la decisione di Budliger Artieda ci sarebbero pressioni esercitate da Parmelin, sarebbe interessante capire perché il «ministro» dell'Economia voglia una persona diversa alla testa della SECO. Anche in questo caso, spiega sempre il Blick, le voci si rincorrono e si moltiplicano. Alcuni ritengono che il consigliere federale dell'UDC voglia mettere alla testa della Segreteria di Stato dell'economia una persona a lui vicina politicamente prima di dimissionare e prima che Budliger Artieda raggiunga l'età del pensionamento.
Altri, invece, non escludono che la presunta richiesta di Parmelin abbia un legame diretto con l'indagine in corso condotta dalla Commissione della gestione del Consiglio nazionale. La commissione sta cercando di stabilire se informazioni sensibili o riservate siano state trasmesse durante gli scambi tra la SECO e miliardari privati nel caso dei dazi doganali. Anche il ruolo di Helene Budliger Artieda in questa vicenda è oggetto di attento esame.
E Parmelin, quando lascerà?
A questo punto è interessante capire anche quando Parmelin lascerà il suo incarico. Già, perché non è escluso che possa andarsene prima della partenza dell'attuale direttrice della SECO. Ciò avverrebbe in caso il «ministro» dell'Economia dia le dimissioni prima della fine dell'anno. La scadenza, al più tardi, dovrebbe cadere per lui nel dicembre 2027, alla fine della legislatura.
Il ritratto di Helene Budliger Artieda
Ma chi era Helene Budliger Artieda? La donna aveva assunto la carica di direttrice della SECO il 1. agosto 2022. Helene Budliger Artieda ha assunto la carica il 1° agosto 2022. Durante il suo mandato ha concluso numerosi accordi di libero scambio, tra cui quello con l’India nel 2025 che ha colmato una grande lacuna. Sono stati firmati anche nuovi accordi con la Thailandia, la Malaysia, il Kosovo e i Paesi del Mercosur. Nell’estate del 2026 si sono inoltre conclusi con successo i negoziati per un nuovo accordo di libero scambio con il Vietnam e per accordi modernizzati con il Regno Unito e la Repubblica Popolare Cinese.
A portare alla ribalta Budliger Artieda sono però state le negoziazioni con gli Stati Uniti sui dazi di Donald Trump. «Nei negoziati con gli Stati Uniti ha contribuito in modo determinante alla ricerca di una soluzione, lavorando alla stesura della dichiarazione d’intenti non vincolante e alla definizione di un tetto massimo del 15 % per i dazi da parte degli Stati Uniti», scrive il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca.
Tra i suoi successi figurano anche la soluzione consensuale raggiunta tra le parti sociali nei negoziati sul pacchetto Svizzera-UE (Bilaterali III) e la soluzione in materia di aiuti di Stato.
Helene Budliger Artieda ha iniziato la sua carriera nel 1985 presso il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) passando dai primi incarichi all’estero in Nigeria, a Cuba e negli Stati Uniti fino alla nomina a prima direttrice del DFAE nel 2008. Dal 2008 al 2015 è stata a capo della Direzione delle risorse, prima di ricoprire il ruolo di ambasciatrice svizzera in Sudafrica e, successivamente, in Thailandia
«La sua carriera presso il DFAE è stata caratterizzata da una costante modernizzazione della gestione e dell’amministrazione delle risorse e dalla costruzione di solide relazioni bilaterali in diverse regioni del mondo», conclude il DEFR.

