
Una nuova manifestazione in sostegno della Striscia di Gaza ha preso il via oggi presso il Politecnico Federale di Losanna (EPFL). Stando al "Coordinamento studentesco per la Palestina" (CEP) dell'ateneo, il sit-in si svolge all'ingresso dell'istituto di architettura, "in modo pacifico e senza bloccare le aule". Secondo un portavoce dell'ateneo, nel primo pomeriggio si sono mobilitate una cinquantina di persone in segno di protesta. La direzione dell'EPFL ha dichiarato che "non tollererà questa occupazione e si aspetta che le persone se ne vadano di propria spontanea volontà", ha affermato lo stesso portavoce interpellato da Keystone-ATS. Sulla pagina internet dell'ateneo le due parti si sono scambiate gli ultimi aggiornamenti. Sul sito web la direzione della scuola si è detta "delusa dal modo di procedere" del collettivo.
"Non ripetere gli errori commessi"
"Mentre la settimana scorsa l'EPFL ha chiamato la polizia per un'occupazione nello stesso luogo per allontanare gli studenti, questa manifestazione si svolge all'insegna del dialogo. Si chiede in particolare alla scuola di mostrare buona fede nei confronti degli studenti e di non ripetere gli errori commessi la scorsa settimana", si legge in un comunicato stampa diffuso dal comitato studentesco CEP.
Azione spontanea con medesime rivendicazioni
Analogamente alle azioni messe in atto in questi giorni in altre scuole superiori ed università elvetiche, aggiunge la nota, questa mobilitazione è spontanea e le rivendicazioni rimangono le medesime, in particolare il boicottaggio delle istituzioni accademiche israeliane. Lo scorso 7 maggio decine di studenti filo-palestinesi hanno occupato in modo pacifico la sala di un edificio dell'EPFL. L'azione era terminata nel tardo pomeriggio. L'indomani il comitato studentesco e i il rettorato dell'ateneo hanno intrattenuto colloqui per discutere delle rivendicazioni dei manifestanti. Al termine dell'incontro, la direzione dell'EPFL ha mantenuto la propria posizione per quanto riguarda il boicottaggio delle istituzioni accademiche dello stato ebraico. Da parte sua, la delegazione degli studenti filo-palestinesi ha ritenuto di aver ottenuto "alcune concessioni" e dichiarato che "il movimento non si sarebbe fermato". L'EPFL ha promesso che avrebbe condotto un'analisi approfondita in merito ai propri accordi nel campo della ricerca con le istituzioni israeliane.

