Cerca e trova immobili
Protesta
Gli studenti pro-Palestina occupano anche l'EPFL, l'ETH e l'UNIGE
© Ticinonews
© Ticinonews
In Romandia gli studenti filo-palestinesi si stanno mobilitando. Dopo l'Università di Losanna (UNIL), il vicino campus del Politecnico federale (EPFL) è a sua volta al centro di una occupazione pacifica. Mobilitazione studentesca anche all'ateneo ginevrino (UniGe) e al Politecnico di Zurigo (ETH);

Mentre nello stabile Géopolis dell'Università di Losanna (UNIL) prosegue l'occupazione da parte degli studenti pro-palestinesi, nonostante la richiesta di sgombero del rettorato, anche lo stabile SG del Politecnico federale losannese (EPFL) è stato occupato. Gli studenti non vogliono essere messi a tacere dall'istituzione e chiedono "in solidarietà con il popolo palestinese il boicottaggio accademico, la fine della censura all'EPFL, il cessate il fuoco, il ripristino dei finanziamenti per l'UNRWA e la fine dell'occupazione e dell'apartheid", si legge su un post Instagram della gruppo di coordinazione degli studenti. La sala "è occupata da una cinquantina di manifestanti", ha dichiarato all'agenzia Keystone-ATS il portavoce dell'EPFL Emmanuel Barraud. I partecipanti sono seduti per terra e sono stati portati tende e cibo.

Richiesta di discussione

Intorno a mezzogiorno, gli studenti hanno inviato una richiesta di discussione alla direzione. "Stiamo organizzando il da farsi", ha spiegato il portavoce. Ha confermato che l'accesso all'edificio è stato chiuso, impedendo ad altri studenti di raggiungere la sala occupata. I media sono stati autorizzati a entrare. In un comunicato, il collettivo studentesco ha esposto le proprie rivendicazioni, che sono simili quelle del gruppo che da giovedì scorso occupa l'edificio Géopolis nel vicino sito dell'UNIL. Gli studenti chiedono "un boicottaggio accademico" delle istituzioni israeliane e "la fine della censura all'EPFL", in relazione alla recente sospensione dell'associazione femminista Polyquity. Chiedono inoltre un cessate il fuoco, il ripristino dei finanziamenti all'UNRWA e la fine "dell'occupazione e dell'apartheid", hanno precisato nella nota. Un appello ad unirsi all'occupazione è stato lanciato oggi a mezzogiorno. Nell'appello si incoraggiano anche altre università a mobilitarsi.

"Un'azione spontanea priva di leader"

Similmente alle azioni in atto nei campus degli Stati Uniti, del Canada, della Francia e dell'UNIL, "questa azione è spontanea e non ha leader. Le richieste sono in linea e supportano le linee guida dell’appello PACBI e del movimento BDS". Il gruppo si rifiuta di contribuire al "genocidio coloniale perpetrato dallo stato di apartheid israeliano" e invita tutti a mobilitarsi e unirsi alla protesta. Secondo nostre informazioni, sul posto sono presenti degli agenti di sicurezza privata. Questi hanno ricevuto indicazione dalla direzione dell'EPFL di lasciare uscire, ma non far più rientrare le persone nell'atrio dello stabile occupato. Questo per ogni accesso all'edificio. L'occupazione è autogestita e i partecipanti aspettano che il programma emerga "spontaneamente".

Proteste anche a Zurigo...

Non è solo Losanna ad essere toccata: le proteste in favore della Palestina hanno raggiunto l'ETH di Zurigo. Le proteste in favore della Palestina hanno raggiunto l'ETH di Zurigo. Diverse decine di studenti hanno dato vita poco prima di mezzogiorno a un sit in nell'atrio della sede principale del Politecnico federale. I manifestanti hanno urlato "Free Palestine" e disteso sul pavimento uno striscione con la scritta "No Tech for Genocide". Il padiglione principale è stato occupato, ha annunciato poco dopo mezzogiorno un gruppo chiamato "Students for Palestine (Zürich)" su Instagram e altri social. Il gruppo chiede al Politecnico federale (ETH) di Zurigo di prendere una "chiara posizione sul genocidio in corso a Gaza", come pure un "boicottaggio accademico" delle istituzioni israeliane e delle aziende che sostengono il governo israeliano. L'ateneo dovrebbe infine creare trasparenza e rivelare tutte le sue collaborazioni con organizzazioni israeliane.

L'ETH non tollera azioni politiche

Il Politecnico non accetta azioni non autorizzate e le sue aule "non sono disponibili per l'attivismo politico", si legge in una nota dell'ETH. Stando alla nota, "circa 100 persone appartenenti a gruppi filo-palestinesi e marxisti hanno protestato nell'atrio dell'edificio principale del Politecnico di Zurigo". La direzione dell'ateneo ha presentato una querela per violazione di domicilio.

28 persone denunciate

Verso le 14.00 la polizia ha iniziato a sgomberare i manifestanti, ai quali sono stati dati cinque minuti di tempo per lasciare l'atrio del Politecnico. Alcuni studenti hanno opposto resistenza passiva e hanno dovuto essere portato fuori dall'edificio. Al termine dello sgombero la polizia ha annunciato di aver denunciato 28 persone.

... e Ginevra

E si sono mobilitati anche gli studenti filo-palestinesi ginevrini, più precisamente dal Coordinamento studentesco Palestina-Università di Ginevra (CEP-UniGe), che alle 12.00 di ha occupato l'ingresso dell'UniMail, con tavoli, sedie e divani. Su ogni piano dell'edificio sono state esposte bandiere palestinesi e striscioni con i messaggi "Palestina libera, stop al genocidio" e "Dal fiume al mare, la Palestina sarà libera". All'ora di pranzo, molti studenti erano lì per mangiare. Il CEP-UniGe ha inviato una lettera al rettorato chiedendo di prendere posizione sul genocidio che si sta perpetrando a Gaza e sulla necessità di un cessate il fuoco immediato. Chiede inoltre di porre fine ai legami tra UniGE e le università israeliane. Un incontro è previsto per questo pomeriggio.