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Svizzera
Mercato dell'auto, un settore in ripresa
Redazione
4 anni fa
Per l'anno prossimo l'istituto Bak prevede un aumento delle immatricolazioni di oltre il 13%. Marco Doninelli, direttore di UPSA: "Ci sono segnali di miglioramento, ma ci sono ancora timori sulle forniture di veicoli nuovi".

Lieve ripresa in vista per il settore svizzero dell'automobile. Nonostante le incertezze economiche e la penuria di materiali che hanno caratterizzato gli anni della pandemia, l'istituto di ricerca Bak prevede un aumento di 260mila nuove immatricolazioni per il 2023, ovvero il 13,6% in più rispetto al 2022. 

Il miglioramento

Si è ancora lontani dai livelli prepandemici, ma si guarda al futuro con un pizzico speranza, spiega Marco Doninelli, direttore dell’Unione svizzera dell’automobile (Upsa), a Ticinonews: "Abbiamo registrato qualche piccolo segnale di miglioramento della situazione e ci auguriamo che le previsioni del Bak siano corrette per l’anno prossimo. C’è comunque qualche timore, sempre legato al problema attuale della fornitura di auto nuove", afferma Doninelli, precisando che i tempi di attesa possono anche impiegare un anno.

L'impatto della pandemia

Il mercato dell'auto ha subìto una grande perdita durante la pandemia. Se nel 2019 i nuovi veicoli immatricolati sono stati 311mila, quest'anno si è fermi a 229mila. E nel caso in cui il mercato non dovesse riprendersi, ci potrebbero essere delle conseguenze. "Dal punto di vista del garage, non ci sono grossi problemi. Anche se si vendono meno vetture nuove, il lavoro in officina continua poiché le auto diventano un po’ più anziane", afferma Doninelli. Dal punto di vista delle vendite è tuttavia possibile che "qualche ridimensionamento del personale possa arrivare".

Timori verso l'auto elettrica

Dopo il successo travolgente degli scorsi anni, c'è un po' di preoccupazione per il settore dell'auto elettrica. Molti clienti, afferma Doninelli, sono preoccupati per la crisi energetica. "Quando vengono in concessionaria non chiedono nemmeno più il prezzo del veicolo, ma piuttosto se si potrà caricare l'auto in futuro e dove andare a prendere l'energia. In questo contesto devono intervenire le autorità e la politica per trovare le soluzioni", conclude Doninelli. 

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