
Nelle chiacchiere da bar, nei commenti sui social o negli slogan urlati durante le proteste di piazza: di frequente alcuni contrari alle misure sanitarie avanzano paragoni tra la situazione attuale e le terribili discriminazioni subite dagli ebrei sotto il nazifascismo. Stelle di David per identificarsi come non vaccinati e per denunciare le vessazioni che si subirebbero in quanto tali sono apparse anche durante una recente manifestazione a Uster, nell’Oberland zurighese.
Decisamente troppo per Marianne Binder-Keller, consigliera nazionale argoviese dell’Alleanza del Centro, che in un postulato domanda al Governo di agire. “Chiedo al Consiglio federale di stilare un rapporto sugli incidenti antisemiti avvenuti durante la preparazione e lo svolgimento di raduni degli oppositori delle misure anticoronavirus e di metterlo a disposizione dei corpi di polizia cantonali, degli organi di sicurezza dello Stato e delle autorità federali interessate”.
Troppa indifferenza
Al portale nau.ch, la parlamentare argoviese ha dichiarato di trovare questi paragoni “inaccettabili”, lanciando un allarme rivolto all’intera società: “L’indifferenza nei confronti di azioni e frasi antisemite e razziste è aumentata”. In questo modo, le autorità potrebbero “prevenire gli estremismi” e “procedere a delle sanzioni”.
“Occorre confutare le fake news”
Il postulato di Binder-Keller prende spunto da una recente pubblicazione della Commissione federale contro il razzismo, secondo la quale nel 2020 gli episodi di antisemitismo e di teorie del complotto sono aumentati, principalmente a causa della pandemia di Covid-19. “Teorie cospirazioniste e fake news hanno trovato terreno fertile su Internet”, cita Binder-Keller, prima di unirsi all’appello della Commissione: “Un lavoro approfondito di esposizione e confutazione dei miti di cospirazione e delle fake news deve essere svolto”.
Il postulato di Marianne Binder-Keller è stato sottoscritto da altri tredici parlamentari di Ppd, Plr, Udc e Verdi. Fra questi ultimi c’è anche la ticinese Greta Gysin.
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