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Proteste
L'occupazione degli studenti filopalestinesi continua alle università di Berna e Basilea
Foto account X @gegen_oben
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Keystone-ats
2 anni fa
I protestanti non hanno rispettato gli ultimatum fissati da entrambi gli atenei, secondo cui avrebbero dovuto sgomberare gli spazi occupati rispettivamente entro le 12:00 nella città federale ed entro le 20:00 per la città di confine.

A Berna gli studenti filopalestinesi, che da domenica sera occupano locali dell'università, non hanno rispettato l'ultimatum fissato dall'ateneo, secondo cui avrebbero dovuto sgomberare l'edificio entro le 12 di oggi. Il rettorato ha indicato a Keystone-ATS che si riservava il diritto di porre fine all'occupazione. "Non abbiamo l'intenzione di lasciare il sito e si continua a cercare il dialogo con l'Università", ha dichiarato un portavoce del movimento di protesta. "Andremo avanti. La palla è ora nel campo dell'Uni Berna", ha aggiunto.

Solidarietà dei professori

Più di 120 collaboratori dell'istituzione accademica, in particolare professori, hanno espresso la loro solidarietà agli occupanti in una lettera aperta online. Allo stesso tempo, altri membri dell'Università hanno chiesto la fine dell'occupazione pacifica. Ieri la direzione aveva definito questa situazione inaccettabile. Gli studenti che occupano alcuni locali da domenica sera accusano il rettorato di adottare una posizione unilaterale a favore di Israele nel conflitto in Medio Oriente, accuse che vengono respinte dall'alma mater.

Anche gli studenti di Basilea respingono l'ultimatum

Nel frattempo anche i manifestanti pro-palestinesi che occupano l'Università di Basilea hanno annunciato martedì sera di non accettare l'ultimatum del rettorato. Dopo un assemblea, hanno precisato che intendono restare finché le loro richieste "non saranno prese sul serio". La direzione aveva chiesto loro di lasciare l'edificio entro le 20.00 di questa sera, ma il rettorato dell'Università di Basilea ha prorogato il termine imposto fino a domattina alle 8.00. La direzione è ancora disposta a discutere con una delegazione di studenti. Intanto oltre 50 persone, tra cui professori e personale, hanno mostrato solidarietà nei loro confronti e in una lettera aperta hanno chiesto al rettorato di avviare immediatamente un dialogo aperto.

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