
La Pasqua si avvicina e con lei l'ombra delle code chilometriche al San Gottardo. In futuro potrebbe non essere così, ma soprattutto attraversare la Svizzera da un confine all'altro senza fermarsi potrebbe non essere più gratuito. Dopo gli Stati, anche il Nazionale ha infatti approvato il principio di un'imposta di transito destinata a chi utilizza la rete stradale elvetica solo come corridoio tra due Paesi. L'obiettivo dichiarato è chiaro: ridurre il sovraccarico delle autostrade e disincentivare il traffico che attraversa il Paese senza portare benefici economici diretti.
È il frutto di una serie di mozioni identiche presentate dal «senatore» Marco Chiesa (UDC) e da cinque consiglieri nazionali: Paolo Pamini (UDC), promotore di questa proposta, Bruno Storni (PS), Greta Gysin (Verdi), Simone Gianini (PLR), nonché l’urano Simon Stadler (Centro).
«Un incarico è un incarico, e dal punto di vista tecnico è sicuramente fattibile», ha detto ieri il «ministro» dei Trasporti Albert Rösti, che seppur controvoglia dovrà ora mettersi al lavoro per rendere concreta questa proposta. Secondo Pamini, «la soluzione tecnica è facile»: «Noi come ticinesi conosciamo il caso della Pedemontana tra Como e Malpensa e possiamo immaginare proprio qualcosa del genere, quindi totalmente automatizzato, elettronico, con telecamere che riconoscono le targhe», ha dichiarato ai microfoni di Teleticino. «Il Consiglio Federale in settembre, su una domanda esplicita che avevo fatto, ha confermato che tutti i valichi principali sono già dotati oggi di telecamere che leggono le targhe».
Un importo variabile
La misura riguarderebbe gli automobilisti che entrano in Svizzera da uno Stato confinante e ne escono verso un altro senza una permanenza considerata significativa. L'importo non è ancora definito, ma dovrebbe variare in base all'orario e alla densità del traffico. «Serve per incentivare a passare non negli orari di punta», aggiunge Pamini. «Ad esempio il Venerdì Santo, la tassa sarebbe automaticamente alta. Invece passare di notte, o meglio ancora giovedì o mercoledì anticipando il viaggio, dovrebbe costare di meno». Insomma, per il consigliere nazionale UDC «serve a stimolare le partenze intelligenti e a non disincentivare quelli che vogliono passare le vacanze in Svizzera o, seppur di passaggio, contribuire all'economia svizzera».
Se per alcuni automobilisti attraversare la Svizzera diventerà meno conveniente, per il Ticino potrebbe aprirsi uno scenario inatteso. L'idea è che una tassa sul semplice transito possa spingere una parte dei viaggiatori a fermarsi almeno per una notte, trasformando un passaggio veloce in una tappa turistica.
Una cosa è certa: prima di diventare realtà, la misura dovrà superare ancora diversi ostacoli giuridici e probabilmente anche il giudizio delle urne.

