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L'ambasciatore svizzero a Teheran: «Abbiamo distrutto tutti i documenti sensibili»
© KEYSTONE/Peter Klaunzer
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Monika Schmutz Kirgöz, ambasciatrice a capo della Divisione Medio Oriente e Nordafrica, e Olivier Bangerter, ambasciatore elvetico a Teheran, hanno fatto il punto della situazione su quanto sta accadendo in Medio Oriente


5 ore fa
«Non abbiamo lasciato Teheran troppo presto»

Un'altra domanda riguarda il fatto se la Svizzera abbia richiamato troppo presto il proprio personale attivo a Teheran. «La decisione è stata presa sulla base di una valutazione accurata sulla sicurezza dei collaboratori», ha risposto Bangerter, ricordando come «se alcuni fossero rimasti uccisi o feriti, avreste posto in modo diverso questo interrogativo».

5 ore fa
Come stanno gli iraniani? «Non benissimo»

Alla domanda di un giornalista sulla popolazione iraniana, Bangerter ha detto che «non sta benissimo e Teheran attualmente è una città sotto i bombardamenti». La preoccupazione più grande «riguarda l'approvvigionamento elettrico», ma si tratta di un popolo «molto resiliente, anche per via di quanto ha vissuto negli ultimi decenni».

5 ore fa
«Abbiamo distrutto tutti i documenti sensibili»

Prima della fuga, l'ambasciatore e i suoi dipendenti hanno adottato una serie di misure per mettere in sicurezza l'ambasciata. «Dopo i primi attacchi abbiamo individuato e distrutto tutti i documenti sensibili», ha detto Bangerter.

5 ore fa
La fuga dall'ambasciata

Durante il punto stampa, l'ambasciatore ha raccontato la fuga da Teheran. «È andato tutto molto bene, tutto era stato pianificato da tempo. È stato un viaggio di oltre dieci ore, ma non abbiamo riscontrato alcun problema», ha ricordato, sottolineando come non sia stato facile salutare i colleghi locali e una città che «ora è ridotta in macerie».

5 ore fa
«Sono state settimane intense»

Dopo Monika Schmutz Kirgöz ha preso parola Olivier Bangerter, ambasciatore elvetico a Teheran. «Le ultime settimane sono state intense», ha detto, spiegando che «l'attacco congiunto di Usa e Israele è avvenuto mezz'ora prima dell'evacuazione di quattro persone che si trovavano nell'ambasciata svizzera». Il personale ancora presente in loco «è al sicuro e durante gli attacchi può proteggersi nei seminterrati». Ricordiamo che l'11 marzo il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha deciso di chiudere temporaneamente l’Ambasciata di Svizzera a Teheran.

5 ore fa
«I nostri buoni uffici restano aperti a tutti»

«L'attacco del 28 febbraio», ricorda Schmutz Kirgöz, «è stato inaspettato, anche perché i negoziati di Ginevra erano sembrati 'promettenti'». In ogni caso, la Confederazione ricorda che «i buoni uffici della Svizzera restano a disposizione di tutte le parti». Per quanto riguarda la chiusura dell'ambasciata rossocrociata a Teheran, «prima che questa venisse chiusa ci siamo coordinati con gli Stati Uniti e l'Iran», ha aggiunto la responsabile della Divisione Medio Oriente e Nordafrica. Inoltre la Svizzera «sta preparando un pacchetto di aiuti per la popolazione della regione, collaborando con i propri partner internazionali».

5 ore fa
Oltre 7.600 svizzeri si trovano in Medio Oriente

A prendere la parola per prima è Monika Schmutz Kirgöz, ambasciatrice a capo della Divisione Medio Oriente e Nordafrica. Nel suo intervento ha fatto il punto della situazione in Medio Oriente e in Iran. «La Svizzera», ha detto, «invita alla de-escalation e a rispettare il diritto internazionale. La nostra priorità, attualmente, è quella di offrire assistenza ai cittadini elvetici presenti in Medio Oriente: attualmente risultano registrati su Travel Admin circa mille turisti, oltre a 6.600 persone residenti». Malgrado questo «le richieste di assistenza da parte dei cittadini rossocrociati sono diminuite in maniera importante negli ultimi giorni».