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La diretta
Jacques Moretti è stato arrestato: «Potenziale rischio di fuga»
© KEYSTONE/Jean-Christophe Bott
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un giorno fa
Al termine dell'interrogatorio odierno, la procuratrice incaricata del caso Catherine Seppey ha ordinato l'arresto dell'uomo: ne dà notizia Léman Bleu - Si è conclusa la cerimonia ufficiale di commemorazione - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI


13 ore fa
Italia, il sottosegretario vedrà le famiglie delle vittime di Crans-Montana per concordare una linea comune

Nei prossimi giorni i familiari delle vittime della tragedia di Crans-Montana saranno ricevuti a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e dall'Avvocato generale dello Stato, Gabriella Palmieri Sandulli.

Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi (sede del governo italiano, ndr), secondo cui l'incontro servirà a concordare una linea comune sul fronte giudiziario, sia in ambito elvetico sia italiano, valutare i profili legali e le possibili iniziative da intraprendere nei due ordinamenti.

15 ore fa
A Lugano una veglia per le vittime di Crans-Montana, de Raemy: «Un momento di condivisione che aiuta tutti»

Anche la Città di Lugano si è unita al lutto nazionale per la tragedia di Crans-Montana. Numerosissimi fedeli - tra cui molti giovani - sono giunti alla Cattedrale di San Lorenzo per seguire la veglia ecumenica iniziata alle 18. Una veglia presieduta dall’amministratore apostolico Mons. Alain de Raemy, che ha parlo in particolare dell’importanza della luce in questi momenti di buio profondo. «Una parola di vita. Una ragazza, nella cerimonia di oggi a Martigny, ha detto che non possiamo prolungare i giorni della nostra vita, ma possiamo intensificare la vita dei nostri giorni«, ha spiegato de Raemy ai microfoni di Ticinonews. »Mi sembra che il messaggio sia questo: i giovani sono fatti per la vita e noi dobbiamo incoraggiarli a continuarla. Essere gioiosi non è una colpa verso chi sta soffrendo in ospedale o verso chi non c'è più».

«Fondamentale scoprirsi parte della stessa umanità»
Luoghi come la cattedrale di San Lorenzo, in cui mercoledì si è tenuto il funerale di Sofia, ricoprono un ruolo molto importante nell’elaborazione di un dolore collettivo. «Penso sia fondamentale scoprirsi parte della stessa umanità«, ha aggiunto de Raemy. »Sono stato a Crans-Montana e lì molte persone, pur senza conoscersi, si abbracciavano, perché condividevano questa immensa sofferenza, ma anche un segno di speranza, di stare insieme e di andare avanti». Un altro aspetto essenziale per chi soffre, infatti, è quello di sentire di non essere solo «È importantissimo, anche se chi sta male tende a volersi isolare. Vivere l'esperienza della comunione nel momento difficile aiuta a non cadere e a continuare a camminare. Ed è proprio questo il senso della veglia odierna: un momento di condivisione che ci aiuta tutti», ha concluso l'amministratore apostolico.

15 ore fa
«È giusto che l'Italia si costituisca parte civile»

«Io credo che sia giusto che l'Italia si costituisca parte civile perché questa è stata una ferita inferta a tutto il nostro Paese. Avete visto quanta commozione c'è stata in Italia, quindi credo che sia giusto che l'Italia si costituisca parte civile nel procedimento penale nei confronti di chi ha commesso dei reati».

Così il ministro italiano degli Affari Esteri, Antonio Tajani, a margine della messa in memoria delle vittime di Crans-Montana che si è tenuta nella basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, a Roma. «È ovvio che nella strage di Crans-Montana ci sono delle responsabilità, non è stata una fatalità», ha aggiunto.

Il ministro ha sottolineato che «è giusto si faccia giustizia e che la magistratura vada fino in fondo. Ci sono ovviamente delle responsabilità e dei responsabili. Al termine del processo se sono colpevoli vanno puniti».

15 ore fa
La procura vallesana in merito all'arresto di Moretti

In merito all'arresto di Moretti, il Ministero pubblico del Canton Vallese ha rilasciato un comunicato stampa che riportiamo integralmente:

«L'indagine prosegue per determinare le circostanze dell'incendio verificatosi il 1. gennaio 2026 nel bar "Le Constellation" a Crans-Montana. Al termine dell'audizione dei gestori in qualità di imputati e dopo una nuova valutazione del rischio di fuga, il Ministero pubblico ha richiesto misure al Tribunale delle misure coercitive. L'indagine prosegue per stabilire le circostanze dell'incendio mortale verificatosi nella notte di Capodanno al bar "Le Constellation" a Crans-Montana.

Il pubblico ministero ha condotto questa mattina, alla presenza degli avvocati costituiti che hanno voluto partecipare, un'udienza di diverse ore con la coppia di amministratori in qualità di imputati.

Durante questa sessione è stata effettuata una nuova analisi dettagliata del rischio di fughe.

Su questa base, il Ministero pubblico ha deciso di chiedere al Tribunale delle misure coercitive la detenzione preventiva del gestore e, in subordine, misure sostitutive. Tenuto conto delle sue dichiarazioni, del suo percorso di vita e della sua situazione in Svizzera e all'estero, il Ministero pubblico ha ritenuto che il rischio di fuga fosse concreto.

Per quanto riguarda la direttrice, tenuto conto del suo percorso professionale e dei suoi legami personali, il pubblico ministero ha ritenuto che una richiesta di misure alternative consentisse di ovviare al rischio di fuga.

La decisione relativa alla custodia cautelare o alla pronuncia di misure sostitutive è di competenza del Tribunale delle misure coercitive.

La presunzione di innocenza per entrambi gli imputati prevale fino a una decisione contraria.

Le indagini continuano.

In questa fase delle indagini non saranno fornite ulteriori informazioni né concesse interviste».

15 ore fa
Marcia silenziosa, Aostalli: «L’iniziativa nasce dal bisogno di riflettere collettivamente su quanto accaduto»
Il corteo, partito da Piazza della stazione, è giunto davanti a Palazzo delle Orsoline. «Siamo di fronte a una tragedia che tocca tutta la comunità e la risposta deve essere collettiva».

Centinaia di persone si sono riunite questa sera a Bellinzona per partecipare alla marcia silenziosa organizzata dai Giovani del Centro per commemorare le vittime della tragedia di Crans-Montana. Il corteo, partito da Piazza della stazione, è giunto davanti a Palazzo delle Orsoline. «L’iniziativa nasce dal bisogno di riflettere collettivamente su quanto accaduto», spiega a Ticinonews Gregorio Aostalli, segretario internazionale dei Giovani del Centro. «Siamo di fronte a una tragedia che tocca tutta la comunità e la risposta deve essere collettiva».

16 ore fa
Il Comune di Crans-Montana si scusa

Porgiamo le nostre scuse e chiediamo perdono a tutte le famiglie in lutto e afflitte dal dolore. È quanto ha dichiarato oggi la vicesindaca del Comune di Crans-Montana (VS) Nicole Bonvin Clivaz, intervistata dalla RTS poco dopo la cerimonia in omaggio alle vittime. La donna riconosce gli errori e le mancanze che l'indagine dovrà chiarire. Non è però prevista nessuna dimissione dal municipio.

«Vogliamo sostenerle [le famiglie, ndr.] nel miglior modo possibile. [...] Faremo tutto il possibile affinché ciò non si ripeta», ha aggiunto.

Tre giorni fa, durante la conferenza stampa del municipio di Crans-Montana, non erano state presentate scuse di questo tipo. Un atteggiamento che aveva sollevato numerose critiche.

«Oggi è necessario formularle. Nel vivo dell'azione, siamo maldestri», ha spiegato Bonvin Clivaz, rilevando che «non è comune vivere una situazione del genere. Ci è voluto davvero molto coraggio per affrontarla. E ne avremo ancora bisogno».

Bonvin Clivaz riconosce la responsabilità del Comune, in particolare per l'assenza di controlli dal 2019 nel bar devastato dalle fiamme. «Abbiamo una responsabilità nei confronti di questa mancanza», ha proseguito, affidandosi all'inchiesta. «Oggi non abbiamo le risposte vere».

Il municipio non intende dimettersi: «La questione non si pone affatto, al contrario. Stiamo lavorando sodo», ha insistito la vicesindaca, dicendo però di comprendere che il Comune sia stato messo sotto accusa. «Ogni giorno in Municipio riceviamo e-mail offensive. Ma è comprensibile, è normale. Correggeremo il tiro. Abbiamo sbagliato, ora faremo la cosa giusta», ha concluso Bonvin Clivaz.

16 ore fa
A Bellinzona in silenzio per colmare il vuoto di Crans-Montana

Mezzo migliaio di persone ha preso parte al momento di raccoglimento voluto per ricordare le vittime della tragedia del Constellation. Il corteo silente, interrotto solo dal vagito di un neonato, ha avuto un effetto molto intenso in una città oramai semideserta. Qui l'articolo completo.

16 ore fa
I pompieri della Lavizzara vicini ai colleghi di Crans-Montana
I pompieri di Crans-Montana ricevono solidarietà dai colleghi ticinesi dell'alta Vallemaggia © Baz Ratner
I pompieri di Crans-Montana ricevono solidarietà dai colleghi ticinesi dell'alta Vallemaggia © Baz Ratner
I militi del Comune dell’alta Vallemaggia colpito due anni fa dall’alluvione scrivono un messaggio di solidarietà ai loro colleghi vallesani intervenuti nella tragedia di Capodanno

«Anche noi ci siamo sentiti impotenti. È una ferita difficile da spiegare, ma che chi indossa questa uniforme conosce bene». È quanto scrivono i pompieri della Lavizzara in una lettera aperta di solidarietà ai colleghi intervenuti nella tragedia di Capodanno a Crans-Montana, l’incendio che ha provocato la morte di 40 persone e il ferimento di altre 116. Il testo è stato pubblicato sulla loro pagina Facebook tradotto anche in francese.

«Abbiamo letto con profonda commozione le sue parole e il racconto di quella notte che ha segnato per sempre le vittime, le loro famiglie e anche voi, che siete intervenuti per fare tutto ciò che era umanamente possibile. Le immagini che descrive, il caos, le persone ferite, il senso di impotenza di fronte a una tragedia improvvisa e devastante, risuonano fortemente anche in noi», scrive lo Stato maggiore ticinese rivolgendosi al comandante della Svizzera francese. E si riavvolge il nastro del tempo al 2024, quando la furia della natura si era scatenata sull’alta Vallemaggia: «In quei momenti, anche noi ci siamo sentiti impotenti. Le sue parole, “nessuno era pronto per una cosa del genere”, esprimono una verità profonda. Dietro ogni intervento ci sono donne e uomini, spesso volontari, che scelgono di esserci non perché siano invincibili, ma perché credono nel valore dell’aiuto, del servizio e della responsabilità verso gli altri. Sappiamo quanto possa essere pesante il peso che resta dopo. I dubbi, la stanchezza, il domandarsi se si avrà ancora la forza di continuare».

Il documento, in italiano e in francese, è stato pubblicato anche sulla pagina Facebook dei Pompieri di Lavizzara
Il documento, in italiano e in francese, è stato pubblicato anche sulla pagina Facebook dei Pompieri di Lavizzara

«Non siete soli»

E, infine: «Oggi vi scriviamo per dirvi che non siete soli. Il vostro dolore, i vostri dubbi, il vostro coraggio sono anche i nostri. Continuare non significa dimenticare, né negare ciò che è stato. Continuare significa onorare chi ha sofferto, chi ha perso la vita, e anche chi ha dato tutto sé stesso quella notte. Guardiamo avanti insieme, a testa alta, consapevoli che la nostra missione è difficile, ma profondamente necessaria».

Il testo integrale

Cari Colleghi,
Egregio Comandante,

abbiamo letto con profonda commozione le sue parole e il racconto di quella notte che ha segnato per sempre le vittime, le loro famiglie e anche voi, che siete intervenuti per fare tutto ciò che era umanamente possibile.

Le immagini che descrive, il caos, le persone ferite, il senso di impotenza di fronte a una tragedia improvvisa e devastante, risuonano fortemente anche in noi. Nel 2024, l'alluvione che ha colpito la nostra regione ha portato morte e distruzione, travolgendo il nostro tenitorio e colpendo duramente anche il Corpo Pompieri Lavizzara. In quei momenti, mentre la furia della natura operava i suoi disastri, anche noi ci siamo sentiti impotenti. É una ferita difficile da spiegare, ma che chi indossa questa uniforme conosce bene.

Le sue parole, «nessuno era pronto per una cosa del genere», esprimono una verità profonda. Dietro ogni intervento ci sono donne e uomini, spesso volontari, che scelgono di esserci non perché siano invincibili, ma perché credono nel valore dell'aiuto, del servizio e della responsabilità verso gli altri.

Sappiamo quanto possa essere pesante il peso che resta dopo. I dubbi, la stanchezza, il domandarsi se si avrà ancora la forza di continuare. Anche tra le nostre fila molti sono rimasti segnati, qualcuno ha vacillato, qualcuno ha pensato di fermarsi. Non è debolezza: è umanità.

Eppure, proprio nel momento più buio, abbiamo scoperto - come lo state scoprendo pure voi - la forza della grande famiglia dei soccorritori. La solidarietà tra corpi, il sostegno reciproco, la presenza silenziosa ma concreta di chi capisce senza bisogno di spiegazioni. É questo che ci ha permesso di rialzarci, seppure profondamente segnati.

Oggi vi scriviamo per dirvi che non siete soli.
Il vostro dolore, i vostri dubbi, il vostro coraggio sono anche i nostri.

Continuare non significa dimenticare, né negare ciò che è stato. Continuare significa onorare chi ha sofferto, chi ha perso la vita, e anche chi ha dato tutto sé stesso quella notte. Il vostro tenitorio ha bisogno di voi, ma prima ancora voi avete il diritto di prendervi cura di voi stessi, come comunità e come persone.

Da parte del Corpo Pompieri Lavizzara, vi inviamo la nostra più sincera solidarietà, il nostro rispetto e il nostro incoraggiamento a non mollare. Guardiamo avanti insieme, a testa alta, consapevoli che la nostra missione è difficile, ma profondamente necessaria.

Con stima e fratellanza,

a nome del Corpo Pompieri Lavizzara

17 ore fa
Il giorno del lutto: segui il tg di TeleTicino
©LAURENT GILLIERON
Dalla marcia silenziosa di Bellinzona alla veglia funebre di Lugano. Segui tutti gli aggiornamenti su TeleTicino.


17 ore fa
«È fondamentale trarre anche insegnamenti da questa tragedia»

«Abbiamo percepito un forte e diffuso sentimento di affetto e un sincero desiderio di prendersi cura delle persone coinvolte e della loro sofferenza. In quei momenti è emerso un profondo rispetto anche per il silenzio, per chi ha scelto di rimanere chiuso nel proprio dolore senza chiedere aiuto, così come la condivisione di un sentimento comune e particolarmente difficile: quello dell’attesa». Così la dottoressa Roberta Brivio, psicologa d'emergenza della Colonna mobile della Protezione Civile di Regione Lombardia, ha raccontato ai microfoni di Lombardia Notizie TV la sua esperienza della tragedia di Crans-Montana, dove ha supportato i familiari delle vittime del terribile incendio di Capodanno per poi recarsi a Zurigo e, di ritorno in Italia, in alcune scuole milanesi.

Nel corso della stessa intervista è intervenuta anche la presidente dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia, Valentina Di Mattei, che ha sottolineato come «grazie al lavoro della dottoressa Brivio e di altri colleghi, sono state avviate azioni specifiche rivolte alle scuole, con particolare attenzione a studenti, genitori e insegnanti coinvolti».

«Come Ordine – ha concluso – insieme a diversi partner sul territorio lombardo, ci siamo attivati fin da subito per mettere in campo interventi di supporto fondamentali. In questi casi è necessario non solo intervenire sull’emergenza, ma anche interrogarsi su ciò che queste vicende possono insegnarci per migliorare le pratiche future».

17 ore fa
Il 15 gennaio concerto a Ginevra in omaggio alle vittime di Crans-Montana

Giovedì prossimo si terrà alla Victoria Hall di Ginevra un concerto gratuito in omaggio alle vittime e a sostegno dei loro famigliari, del personale di soccorso e degli operatori sanitari.

L'iniziativa è stata promossa dall'Orchestra da Camera ginevrina, dall'Orchestra della Svizzera Romanda, dalla Scuola universitaria di musica di Ginevra, dall'Associazione ginevrina dei cori d'oratorio e dal Concours de Genève.

L'obiettivo è quello di offrire un momento di raccoglimento musicale, ha indicato stasera l'Orchestra da Camera di Ginevra. Il direttore vallesano Anthony Fournier sarà sul podio per dirigere l'Adagietto della Sinfonia n. 5 di Gustav Mahler e il Requiem di Gabriel Fauré. Tra i musicisti e i coristi, tutti volontari, figurano il soprano Chelsea Zurflüh e il baritono Stephan MacLeod.

17 ore fa
29.enne ferita a Crans: «In ospedale combattiamo per guarire»

«Qui nel reparto di terapia intensiva del Niguarda di Milano stiamo combattendo per guarire giorno dopo giorno... ma un pensiero va agli angeli che non ce l'hanno fatta. Non smettete mai di onorare la vita!»

È il post con cui torna su Instagram dopo la tragedia di Crans-Montana Eleonora Palmieri, veterinaria 29.enne, romagnola, tra i feriti del rogo di Capodanno in Svizzera.

Il suo post accompagna una clip di foto e video montati insieme in cui è ritratta in momenti spensierati, anche insieme al suo fidanzato, prima del rogo, e poi dopo, in ospedale, con immagini di lei a letto, con bende, il volto con ustioni.

«Dietro ogni articolo e ogni titolo di giornale, c'è stata la vita vera - scrive Eleonora -. Quella fatta di paura, ma soprattutto di coraggio e forza per andare avanti. Voglio dire grazie a chi non ha mai lasciato la mia mano: alla mia famiglia, il mio porto sicuro, e al mio fidanzato che è rimasto insieme a me anche in quella stanza di ospedale. Un ringraziamento immenso va ai medici e a tutto il personale sanitario degli ospedali che mi stanno curando con estrema professionalità e umanità. Se oggi sono qui a raccontarlo, è anche merito vostro».

La 29.enne, come aveva raccontato il fidanzato Filippo Bonifacio nei giorni scorsi a diversi media, è stata salvata dallo stesso ragazzo, 24enne, che l'ha cercata tra la folla in fuga e l'ha trascinata via, con ustioni, portandola immediatamente all'ospedale di Sion.

17 ore fa
Jessica Moretti dovrà indossare il braccialetto elettronico

Secondo gli ultimi aggiornamenti pubblicati da 24heures e da alcuni media italiani, Jessica Moretti non è in carcere perché ha un figlio di dieci mesi. Stando alle prime informazioni diffuse da 24heures, la donna dovrà indossare un braccialetto elettronico e dovrà presentarsi in Polizia ogni tre giorni. 

La donna, al termine dell'interrogatorio avvenuto oggi a Sion, attesa dai giornalisti, ha voluto presentare le sue scuse. «I miei pensieri costanti vanno alle vittime. È una tragedia inimmaginabile e si è verificata nella nostra struttura. Posso solo scusarmi con tutte le vittime e le persone che ancora oggi lottano», ha affermato, visibilmente provata, secondo le immagini pubblicate sul sito di Léman Bleu. I suoi legali non hanno commentato.

17 ore fa
Achille Lauro: «Vi sono vicino con tutto l'amore»

«Vi sono vicino con tutto l'amore possibile»: è il messaggio che Achille Lauro ha voluto mandare «a tutti i ragazzi coinvolti» nel rogo di Crans-Montana e alle loro famiglie nel giorno in cui a Martigny (VS) e a Roma si sono celebrate commemorazioni per i quaranta morti.

«Vicino con tutto il cuore a tutti i ragazzi coinvolti e alle loro famiglie che stanno vivendo il dolore più grande» ha scritto su Instagram l'autore di Perdutamente, brano suonato al termine del funerale di una delle vittime, il sedicenne Achille Barosi che la cantava solitamente con la madre.

«È una sofferenza che tocca tutti e che sentiamo anche nostra, qualcosa che va oltre le parole e troppo grande persino da immaginare. Vi sono vicino con tutto l'amore possibile» ha concluso.

18 ore fa
Padre della 15.enne ustionata: «Da Zurigo sentiamo la vicinanza dell'Italia»

«Sentiamo la vicinanza dell'Italia». Così Lorenzo, il papà di Elsa, la 15enne di Biella rimasta ustionata nell'incendio del Constellation di Crans-Montana, dopo l'incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella avvenuto stamane nell'ospedale di Zurigo.

«La Protezione civile italiana - spiega - sta facendo un grande lavoro. E grazie ai biellesi per esserci così vicini: l'affetto che stanno dimostrando è davvero grande».

«Elsa è stabile, ma in una situazione ancora delicata», prosegue il padre. La giovane ha subito già due interventi, di cui uno all'intestino. Al momento rimane ancora intubata e in coma indotto. «Ogni minuto - continua - è una conquista. Elsa è seguita in modo esemplare qui».

18 ore fa
La cattedrale di Losanna gremita per la cerimonia

Nella cattedrale di Losanna, circa un migliaio di persone hanno assistito alla trasmissione in diretta della cerimonia in omaggio alle vittime dell'incendio di Crans-Montana (VS). Tra il pubblico c'erano molti giovani, ma anche persone di tutte le età.

«Siamo in comunione con le famiglie in lutto che hanno perso uno o più figli nella tragedia e con quelle che accompagnano un figlio ferito qui o in altre parti d'Europa», ha dichiarato Jean-François Ramelet, pastore della chiesa riformata di Saint-François, oggi poco prima dell'inizio della cerimonia. «La cattedrale ci è sembrata il luogo più adatto per la ritrasmissione. Sebbene sia riformata, tutti, indipendentemente dalla propria religione, possono sentirsi accolti», ha precisato.

Il canton Vaud è stato duramente colpito dalla tragedia. Non meno di 19 giovani di età compresa tra i 14 e i 21 anni vi hanno perso la vita, ha dichiarato oggi la presidente del Consiglio di Stato Christelle Luisier in un'intervista al quotidiano «24 heures». Si tratta di sei ragazze e tredici ragazzi. Dodici delle vittime erano minorenni, ha precisato Luisier, aggiungendo che il cantone conta anche una trentina di feriti.

Oltre che dalla cattedrale di Losanna, la cerimonia è stata trasmessa in diretta anche dalla chiesa di Vevey (VD), da quella di Renens (VD) e di Mont-sur-Lausanne (VD), tra le altre. In tutto il cantone erano previsti numerosi momenti di raccoglimento, preghiera e solidarietà.

18 ore fa
Le parole di Ignazio Cassis

«In questo giorno di lutto nazionale, desidero esprimere le mie più sincere condoglianze alle vittime della tragedia di Crans-Montana, alle loro famiglie e ai loro cari, nonché a tutte le persone che soffrono le conseguenze di questo dramma, sia in Svizzera che all'estero». Ha esordito così, Ignazio Cassis, consigliere federale nonché responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), nella conferenza stampa a seguito della cerimonia funebre in memoria delle vittime della tragedia di Crans-Montana.

18 ore fa
Le parole di Stéphane Ganzer

A prendere la parola a Martigny nella conferenza stampa a seguito della cerimonia funebre in memoria delle vittime della tragedia di Crans-Montana è stato quindi il consigliere di Stato del Canton Vallese Stéphane Ganzer.

«Oggi alle 14.00 hanno risuonato le campane proprio come la triste notte di Capodanno hanno risuonato le sirene dei mezzi di primo intervento. Il sangue freddo di cui hanno fatto prova le persone intervenute al Constellation merita di essere iscritta nella memoria collettiva del nostro Paese. Erano dei giovani che aiutavano altri giovani. La catena d'intervento si è subito messa in azione. Il tempo dell'intervento ha poi lasciato posto a quello dell'attesa, insopportabile per le famiglie delle persone che si trovavano all'interno del bar. È stato il momento dell'identificazione delle vittime, svolta nella maniera più celere possibile tenendo in considerazione i limiti che il rigore impone. Questo lavoro ha permesso di identificare tutti nel giro di tre giorni. IN questi momenti l'accompagnamento alle famiglie è stato essenziale e per questo ringrazio la Polizia. Adesso arriva il tempo della giustizia. È chiaro che si possa dire che avremmo potuto evitare questo dramma. Avremmo dovuto evitarlo. È normale di essere scioccati e arrabbiati. Ed è normale che qualcuno cerchi un colpevole ancora prima che la giustizia faccia il suo lavoro. Dobbiamo però lasciare lavorare la giustizia. Essa lo farà in maniera rigorosa e indipendente. Anche il tempo delle azioni concrete non deve aspettare. In un cantone con le norme antincendio più stringenti della Svizzera si è verificato il peggio. Dobbiamo agire senza ritardi, questa non è un'opzione, ma un dovere. Abbiamo chiesto a tutti i Comuni di verificare le procedure e i dispositivi di sicurezza degli edifici pubblici».

18 ore fa
Le parole di Mathias Reynard alla conferenza stampa di Martigny

A seguito della cerimonia funebre in memoria delle vittime della tragedia di Crans-Montana, si è tenuta una conferenza stampa a Martigny. Presenti quali relatori il «ministro» degli esteri Ignazio Cassis, il presidente del Consiglio di Stato vallesano Mathias Reynard e il direttore della Sicurezza vallesana Stéphane Ganzer.

Il primo a prendere la parola è stato Reynard: «Questo dramma ci ha sconvolti tutti profondamente», ha affermato Reynard. «Comprendiamo il vostro dolore, la vostra rabbia e le vostre domande», ha dichiarato, rivolgendosi ai familiari delle vittime. «È un momento di emozione, raccoglimento e condivisione. È il momento dell'empatia per le famiglie colpite dalla tragedia e per i loro amici. Quanto avvenuto la notte di Capodanno ci ha gettati in uno stato di dolore. Ci sarà un prima e un dopo questo tragico evento. Il "dopo" sarà doloroso per le persone colpite. Non dimenticheremo mai i giovani la cui vita è stata interrotta in maniera brutale. Sarà un "dopo" lungo per le persone rimaste ferite, alcune delle quali in modo grave. Gli ospedali vallesani, svizzeri e europei che li hanno presi a carico stanno facendo di tutto per curare queste persone e apportare a loro e alle loro famiglie un sostegno psicologico adeguato. Ringraziamo per il loro impegno anche tutti gli enti di primo intervento».

Reynard ha poi parlato del sostegno che il Governo cantonale vallesano fornirà alle vittime e alle famiglie. «Saranno forniti loro aiuto finanziario e nelle pratiche amministrative in collaborazione con la Confederazione. Il Governo fornirà anche sostegno psicologico a coloro che ne avranno bisogno, in particolare nelle scuole e a favore di chi è intervenuto a prestare soccorso durante l'incendio». 

18 ore fa
Mattarella: «Giustizia per quanto accaduto»

«La cerimonia di oggi per l'immane tragedia che si è consumata impone poche parole: angoscia nel ricordo delle vittime, piena solidarietà verso i loro familiari, affettuosa e costante vicinanza ai giovani che in ospedale lottano per riprendersi le proprie vite, giustizia per quanto accaduto». Lo ha scritto il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella nel libro delle condoglianze, al termine della cerimonia di commemorazione delle vittime del Constellation, svoltasi oggi a Martigny (VS).

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