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Heliski
"In 15'000 in elicottero mentre i ghiacciai si sciolgono, è inaccettabile"
Foto Mountain Wilderness Switzerland
Foto Mountain Wilderness Switzerland
Federico Marino
3 anni fa
Gli attivisti di Mountain Wilderness si sono resi protagonisti di una giornata di protesta avvenuta alla pista di atterraggio di Petersgrat, a 3'131 m.s.l.m.

Niente "heliski" in montagna, specialmente nelle zone protette: quanto rivendica l'associazione Mountain Wilderness Switzerland nel comunicato stampa relativo alla sua manifestazione della settimana scorsa. Gli attivisti hanno voluto in particolare "lanciare un segnale per la protezione del clima e contro l'inquinamento sonoro inutile". L'organizzazione afferma di "esigere che vengano soppresse le zone d'atterraggio in montagna, almeno quelle situate nelle aree protette". 

"Ogni anno 15'000 persone, è inaccettabile"

Mountain Wilderness mette in avanti come nel 2021 i voli in elicottero verso la montagna abbiano raggiunto il livello più elevato degli ultimi 5 anni. Maren Kern, direttrice della stessa organizzazione, si dice indignata: "ogni anno 15'000 persone si fanno trasportare in montagna solitamente per fare dell'heliski, mentre i ghiacciai si sciolgono. È inaccettabile per noi". Mountain Wilderness, si prosegue, teme che gli inverni sempre più caldi portino ad un aumento dei voli in elicottero fino alle vette delle montagne. 

Le proteste a 3'131 m.s.l.m.

Lo scorso 14 aprile gli attivisti si sono ritrovati sulla pista d'atterraggio di Petersgrat, a 3'131 m.s.l.m., una delle 40 piste d'atterraggio di montagna svizzere. Il sito in questione, situato tra il Canton Berna e il Vallese, è inoltre uno dei più frequentati in Svizzera. I flussi di turismo verso questo luogo sono addirittura aumentati del 40% tra il 2016 e il 2021, si legge nel comunicato. Il boom degli elicotteri, in questo senso, è in contrasto con gli obiettivi di protezione ambientale delle Alpi bernesi e della regione dell'Aletsch, dove è importante "mantenere incontaminato il paesaggio e non perturbare gli habitat". 

Attivismo e politica

Con la loro azione, rivendicano gli attivisti, si è voluto segnalare come la Svizzera stia diventando un polo d'attrazione per l'aviazione di piacere sulle Alpi, "ciò che non può essere nel nostro interesse", spiega sempre Kern. "Gli spazi naturali intatti sono sempre più sotto pressione e il riscaldamento climatico ci spinge ad agire in maniera conseguente". Il consigliere nazionale Clivaz (Verdi VS) è della stessa opinione, si legge sul comunicato. Lo stesso avrebbe infatti depositato un'interpellanza critica nei confronti dell'Heliski in Svizzera. Il consigliere nazionale ha chiesto al Consiglio Federale di quantificare il fenomeno, oltre che di stimare l'impatto ambientale della pratica dei viaggi in elicottero sulle Alpi. 

La pratica già "tristemente" nota

L'heliski consiste nel farsi trasportare sulle vette delle montagne in elicottero, per poi discendere i pendii fuori pista con gli sci. La stessa pratica, qualche mese fa, ha vinto il Sasso del diavolo, "premio" attribuito dal pubblico di Iniziativa per le Alpi ai prodotti o servizi giudicati più inutilmente inquinanti.