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Svizzera
Il turismo svizzero vuole salvare il certificato
© CdT/ Chiara Zocchetti
© CdT/ Chiara Zocchetti
Daniele Coroneo
5 anni fa
Associazioni di categoria temono per la salvezza del certificato, invitando il popolo ad approvare la Legge Covid. Fra di esse anche Funivie Svizzere

La Legge Covid, al voto il prossimo 28 novembre, incassa l’appoggio della Federazione svizzera del turismo (Fst) e di altre associazioni di cui si fa portavoce, come HotellerieSuisse, Unione dei trasporti pubblici ma anche Funivie Svizzere, che solo questa settimana ha deciso di non richiedere la presentazione del certificato Covid per accedere agli impianti di risalita. Quest’ultima scelta non implica tuttavia un’opposizione tout court al Covid Pass: le associazioni del turismo elvetico temono infatti proprio per la salvaguardia del certificato, su cui il popolo è chiamato a esprimersi.

Strumento per evitare altre chiusure
“Un ‘No’ – giustifica l’alleanza capeggiata dalla Fst – significherebbe la fine del certificato Covid, che garantisce la libertà di movimento ed è uno strumento importante per combattere la pandemia”. Per gli operatori del turismo, il Pass ha garantito una riduzione graduale delle misure di contenimento del virus. Inoltre, secondo la Fst, “Il certificato Covid evita che, in caso di peggioramento della situazione, siano nuovamente necessari misure di protezione più severe e lockdown”. Il certificato è infine considerato un mezzo che permette l’arrivo nella Confederazione dei turisti stranieri, indispensabili per il settore.

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