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Il sindacato dei mass media dice "No" a un canone di 300 franchi
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
3 anni fa
Secondo il sindacato Ssm, un'eventuale proposta di canone a 300 franchi non frenerebbe l'iniziativa "200 franchi bastano", rappresentando comunque un attacco al servizio pubblico.

Nonostante ancora non ci siano conferme, il Sindacato svizzero dei mass media (Ssm) ha preso posizione sulle indiscrezioni, riferite questa mattina da Le Matin Dimanche e NZZ am Sonntag, relative a una possibile proposta del Consiglio federale di ridurre il canone Serafe a 300 franchi. Questa riduzione rappresenterebbe un'alternativa a una riduzione più drastica del canone a 200 franchi, così come previsto dall'iniziativa popolare "200 franchi bastano".

"Non impedirà l'iniziativa"

Il sindacato Ssm è scettico riguardo a questa proposta e "non ritiene che tale 'contro-concetto' possa impedire l'iniziativa. Al contrario - scrive in una presa di posizione - il Consiglio federale indebolirebbe il servizio pubblico dei media senza che ce ne sia bisogno. Non solo la Ssr, ma anche i media elettronici privati, la produzione cinematografica e musicale e l'intero settore culturale sarebbero colpiti da questo taglio. Le conseguenze sarebbero simili a quelle dell'accettazione dell'iniziativa: un indebolimento dei media e del settore culturale svizzeri, una riduzione dei posti di lavoro, della qualità, della diversità e del servizio".

"Equivalenza impossibile dopo riduzione fondi"

"È illusorio credere che la Ssr o i media elettronici privati possano fornire gli stessi servizi e offrire un programma equivalente dopo una riduzione dei fondi", afferma Silvia Dell'Aquila, segretaria centrale di Ssm, citata nella nota.

No a qualsiasi "contro-concetto"

Il sindacato definisce "la riduzione del servizio pubblico dei media" un "attacco alla democrazia svizzera". "Il sindacato dei media non ha alcuna simpatia per qualsiasi 'contro-concetto' del governo nazionale, che significherebbe un ulteriore taglio dei fondi per il servizio pubblico dei media. In qualità di sindacato dei professionisti dei media in Svizzera, l’Ssm esprime incomprensione per come l'esecutivo di questo Paese voglia limitare il giornalismo indipendente di qualità senza alcuna necessità".

L'iniziativa

La cosiddetta "Iniziativa SSR" segue quella chiamata "No Billag", che intendeva abolire la tassa di ricezione, e che nel marzo 2018 era stata respinta chiaramente dal 71,6% dei cittadini. Il lancio di "200 franchi bastano!" è stato ideato da UDC, Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) e giovani liberali-radicali. Oltre a ridurre la "tassa obbligatoria" per le famiglie e per i giovani, l'iniziativa chiede di esentare le società e le imprese dal pagamento del canone. La ripartizione dei proventi alle emittenti radiofoniche e televisive private rimarrebbe invariata.