
Albert Rösti potrebbe presto proporre una riduzione del canone Serafe a 300 franchi quale alternativa all'iniziativa "200 franchi bastano". Lo rivela nella sua edizione odierna Le Matin Dimanche, che si basa su fonti a conoscenza del dossier. Rösti, "ministro" delle comunicazioni, si troverebbe dunque nel campo opposto rispetto al suo partito, l'Udc, che sostiene l'iniziativa. Prima di diventare consigliere federale, lo stesso Rösti era stato membro del comitato d'iniziativa.
Canone già in progressivo calo
L'entourage del direttore del Datec non ha voluto commentare le indiscrezioni del domenicale romando, secondo cui l'annuncio del controprogetto dovrebbe giungere alla metà del mese corrente. Con il controprogetto, il canone radio-TV scenderebbe dagli attuali 335 a 300 franchi. Dal 2019, il canone ha comunque visto una progressiva riduzione: da 451 franchi è passato a 365 franchi, nel 2021 a 335 franchi.
Doppio gioco?
Secondo Le Matin Dimanche, la "via di mezzo" che intende proporre Albert Rösti potrebbe rassicurare la Ssr e i suoi sostenitori: una riduzione del canone di circa il 10% potrebbe infatti essere più sopportabile dall'ente radiotelevisivo di servizio pubblico. Secondo alcuni deputati sentiti dal domenicale, tuttavia, la proposta di Rösti, con un montante solo di poco inferiore rispetto a quello attuale, sarebbe in realtà un favore del consigliere federale agli iniziativisti, che avrebbero così più possibilità di successo alle urne.
Ssr: "In ogni caso conseguenze negative"
Contattata dal foglio romando, la Ssr non ha voluto commentare, ma ha precisato che una riduzione del budget avrebbe "inevitabilmente conseguenze negative sui programmi, l'attuale sistema di produzione molto decentralizzato o il personale".

