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Svizzera
Il 2G è controproducente?
Immagine CdT
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Alcuni epidemiologi sono scettici riguardo alla regola del certificato solo per vaccinati o guariti. C’è però anche chi saluta questo modello. Cerny: “Test portano a falsi negativi”

Da ieri club, cinema, centri fitness, organizzatori sportivi o bar possono scegliere di attuare la strategia del 3G (vaccinati, guariti o testati) o del 2G (vaccinati e guariti). Quest’ultima variante sarebbe quella favorita da molti perché, lo ricordiamo, concede agli organizzatori di poter fare consumare i loro ospiti in piedi e di stare senza mascherina. Ne sono la prova le piste di ghiaccio: per accedere alle partite di Nation e Swiss League, è ormai necessario presentare un certificato 2G. A detta del presidente dell’Ambrì Piotta “non è pensabile controllare e sorvegliare tutti”.

“Ancora troppi non vaccinati”
Questa visione però non piace all’epidemiologo del Politecnico federale di Losanna Marcel Salathé, che al “Tages-Anzeiger” conferma che con il 2G il numero di infezioni potrebbe aumentare invece che diminuire. Dello stesso avviso anche l’epidemiologo ginevrino Antoine Flahault: “Se il 2G dovesse dare l’impressione che le persone possano trascurare misure come mascherine e distanza, e se gli operatori di locali e bar credono di poter fare a meno dei dispositivi di misurazione e di una ventilazione efficiente dei loro locali, allora il 2G potrebbe rivelarsi una misura controproducente, che porta a una maggiore disponibilità al rischio da parte degli ospiti e, nel complesso, a più contagi”. Secondo Flahault, il 2G potrebbe “al massimo contribuire ad aumentare la pressione sulle persone non vaccinate” e in questo senso sarebbe una strategia efficace visto che in Svizzera “ci sono ancora troppe persone non vaccinate”. Addirittura, il ginevrino sostiene che l’accesso alle varie strutture o ai vari eventi andrebbe permesso solo con un “2G rafforzato”: ovvero a chi è guarito o vaccinato, ma con la terza dose già effettuata.

Cerny per il 2G
Mentre Flahault e Salathé vedono il 2G in modo piuttosto critico, il virologo Andreas Cerny dell’Epatocentro Ticino pensa che la misura abbia senso. “Chi è testato potrebbe essere un falso negativo”, spiega. Il 2G è quindi “una protezione per quelle persone che non sono state vaccinate o guarite”.

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