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Svizzera
“I cantoni devono testare nelle scuole”
Immagine CdT/fotogonnella
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Daniele Coroneo
5 anni fa
Berset ha richiamato alle proprie responsabilità i cantoni. Il Ticino però non segue

Alain Berset si appella ai cantoni: nelle scuole – che nella maggior parte della Svizzera sono già ricominciate – si deve procedere a test regolari per il Covid-19 su studenti e personale. Lo ha dichiarato ieri sera durante la trasmissione “Arena”, in onda sulla Srf. Il ministro socialista ha anche constatato come, già nelle prime settimane di riapertura, negli edifici scolastici “la situazione sia più seria di quanto ci si aspettasse negli ultimi mesi”.

Quella di test generalizzati nelle scuole è però al momento solo una raccomandazione. In effetti, sono in primo luogo i cantoni, responsabili dell’istruzione, a dovere implementare una soluzione di questo tipo: “Non si può continuare a lodare il federalismo ogni fine settimana e ogni 1°d’Agosto e poi aspettarsi che il Consiglio federale faccia tutto da solo”, ha dichiarato un alquanto irritato Berset. Anche perché la strategia di test sarebbe completamente finanziata dalla Confederazione: “Non ci sono costi per i cantoni. Quella dei tamponi nelle scuole è solo una questione di organizzazione”. Il friburghese si è però anche detto convinto che nel corso dell’autunno la maggior parte dei cantoni si allineerà su strategie di protezione simili.

Ticino scettico
Fra i pionieri di un approccio “offensivo” nella lotta al virus, con test di massa in scuole e aziende, i Grigioni hanno già fatto sapere di volere continuare con i tamponi generalizzati negli istituti anche nell’anno scolastico 2021/2022. Il Decs ticinese è invece molto più scettico sulla misura: ai microfoni di Radio3i, il direttore Manuele Bertoli aveva spiegato che la questione è stata ampiamente soppesata, ma che si è giunti alla conclusione che non si tratta di una “misura direttamente protettiva come mascherina o vaccinazione. Per le scuole, organizzare questi test di massa è impegnativo e i tassi di scoperta di casi sono largamente sotto l’1%. Alla fine, il santo non vale la candela”.

Evoluzione sarà determinante
Nelle scuole ticinesi vigerà l’obbligo di mascherina nelle prime due settimane, poi – all’interno delle aule – studenti e docenti vaccinati o comunque immuni potranno toglierla. Situazione sanitaria permettendo: “abbiamo imparato in questi 18 mesi che quello che vale oggi potrebbe non valere domani”.

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